Taxi e Ddl Concorrenza, Consumatori: "sciopero illegale e interruzione di pubblico servizio" (Fonte immagine: Pixabay)
Taxi e Ddl Concorrenza, Consumatori: “sciopero illegale e interruzione di pubblico servizio”
Assoutenti e Unione Nazionale Consumatori si oppongono allo sciopero dei taxi contro l’articolo 10 del Ddl Concorrenza e chiedono che gli utenti vengano tutelati
“Il blocco dei taxi messo in atto nelle ultime ore in tutta Italia rappresenta uno sciopero illegale, che sta causando ripercussioni enormi per l’utenza, lasciata letteralmente a piedi”, lo denuncia Assoutenti, che si prepara a scendere in campo a tutela dei cittadini, in merito alla protesta contro il Ddl concorrenza a Roma e nelle altre città.
Taxi e Ddl concorrenza, le motivazioni dello sciopero
Quali sono le richieste dei tassisti? Come spiegato su un approfondimento del Corriere della Sera, alla base dello sciopero dei taxi vi è la richiesta di stralciare l’articolo 10 del Ddl Concorrenza, che “delega al governo l’adozione di un decreto per riformare il settore del trasporto pubblico non di linea, vale a dire taxi e i servizi di noleggio con conducente (ncc)”.
In particolare – riporta il Corriere – l’art. 10 fa riferimento a un «adeguamento dell’offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante l’uso di applicazioni web». In questo modo i tassisti si troverebbero a dover competere con servizi di noleggio con conducente e app come Uber e Lyft. Inoltre il testo parla anche di «riduzione degli adempimenti amministrativi a carico degli esercenti degli autoservizi pubblici non di linea e razionalizzazione della normativa alle tariffe e ai sistemi di turnazione», e di «promozione della concorrenza, anche in sede di conferimento delle licenze».
Assoutenti: tutelare i cittadini
“Qualsiasi azione sindacale deve essere realizzata nel rispetto delle leggi, e i tassisti non sono una categoria che fa eccezione e può agire al di fuori delle norme – spiega il presidente di Assoutenti Furio Truzzi – Crediamo sia giunto il momento di usare la forza della legalità contro chi dichiara guerra ai consumatori ostacolando qualsiasi miglioramento sul fronte dei servizi e della concorrenza, e contro chi interrompe un servizio pubblico per difendere i propri anacronistici privilegi”.

Assoutenti, dunque, chiede ai Prefetti di tutta Italia di intervenire per precettare i tassisti che proseguiranno nelle proteste – “tassisti che – sottolinea l’associazione – prestano un servizio pubblico essenziale protetto dalla nostra Costituzione – e per denunciare alle Procure chi, in sfregio delle norme vigenti, interrompe un pubblico servizio”.
Taxi e Ddl concorrenza, UNC: Governo non ceda alle provocazioni
Anche l’Unione Nazionale Consumatori è intervenuta ieri, in occasione della protesta avvenuta vicino a Palazzo Chigi.
“È inaccettabile che i tassisti arrivino, come al solito, a fare proteste in violazione delle normative vigenti. Purtroppo in questi anni lo hanno ripetutamente fatto senza poi subire alcuna conseguenza, ma anzi ottenendo in contropartita e come premio quello che chiedevano, ossia il blocco di qualunque riforma che riguarda il loro settore”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Si sentono così autorizzati, invece di fare scioperi legittimi come tutte le altre categorie di lavoratori, ad innalzare il livello dello scontro, anche grazie all’appoggio di troppe forze politiche che, invece di stare dalla parte degli interessi generale degli italiani, preferiscono appoggiare le varie lobby di turno esistenti nel Paese, credendo così di ottenere vantaggi elettorali”, prosegue Dona.
“Ora – conclude – speriamo che il Governo non ceda all’ennesima provocazione, peraltro immotivata e preventiva: l’articolo 10 del ddl concorrenza è talmente generico e blando da non poter far male a nessuno visto che si limita a proporre di adeguare “l’offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante l’uso di applicazioni web che utilizzano piattaforme tecnologiche per l’interconnessione dei passeggeri e dei conducenti“. Cosa ci sia di tanto tragico in questa frase non è dato sapere”.

