Sì alle telecamere negli asili e nelle scuole dell’infanzia ma insieme ad altre misure, come la formazione del personale. E con la garanzia che le immagini siano visionate solo dalle forze dell’ordine e previa autorizzazione del magistrato. Questa la posizione espressa dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano, che questa mattina è stata ascoltata a Montecitorio dalle commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro della Camera dei deputati. Sul tavolo l’esame delle proposte di legge sulle misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso contro i minori nei nidi e nelle scuole dell’infanzia e contro le persone ospitate in strutture socio sanitarie e assistenziali per anziani e disabili.

Tema dell’audizione le proposte di legge per prevenire e contrastare maltrattamenti e abusi, anche di natura psicologica, negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia. “Si tratta di episodi inaccettabili” dice Filomena Albano. “Anche un solo caso accertato è troppo”.

La Garante ha sostenuto che la previsione di sistemi di videosorveglianza da installare all’interno delle strutture, previsti dalle proposte di legge all’esame delle commissioni, può essere un valido strumento di prevenzione e di contrasto. “Solo però – ha precisato Filomena Albano – se affiancato ad altre misure, in particolare a sistemi di formazione iniziale e permanente del personale e a una sistematica raccolta di dati di tipo quantitativo e qualitativo che, dando la fotografia del fenomeno, consenta di porre in essere interventi di prevenzione”. Vanno dunque bilanciati, ha detto l’Autorità, la tutela dell’incolumità del minore con la sua riservatezza attraverso la previsione, come proposto, di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso. “Immagini che potranno essere visionate solo dalle forze dell’ordine, previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria in caso di notizia di reato”.

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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