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Povertà energetica, fenomeno in aumento

La povertà energetica riguarda a oggi un cittadino europeo su quattro e più di un italiano su sei. È un problema a livello europeo e nazionale, riconosciuto anche dalla Commissione europea. E si aggraverà, facile la previsione, con le conseguenze della pandemia – la costrizione in casa è stata vissuta diversamente a seconda della qualità delle proprie abitazioni e ha aumentato i consumi energetici – e con l’aumento dei costi dell’energia.

 

“Insieme per contrastare la povertà energetica”

Per questo nei giorni scorsi il Banco dell’energia ha promosso il Manifesto “Insieme per contrastare la Povertà energetica”, che ha l’obiettivo di contrastare un fenomeno in rapida crescita a causa della crisi pandemica e dei costi della transizione ecologica. Il contrasto alla povertà energetica fra l’altro è uno degli obiettivi inseriti nell’Agenda Onu 2030 per garantire a tutti l’accesso a sistemi di energia convenienti, sicuri, sostenibili e moderni.

La povertà energetica, riporta però il Banco dell’Energia, riguarda un cittadino europeo su quattro e in Italia oltre un cittadino su sei. La strada da fare, nonostante le iniziative della Commissione europea che ha lanciato l’Osservatorio europeo sulla povertà energetica (EPOV), e nel luglio 2021 ha promosso l’Energy Poverty Advisory Hub (EPAH), è ancora lunga.

 

Rapporto Civico 5.0: oltre 2 milioni di famiglie in situazione di povertà energetica
Rapporto Civico 5.0: oltre 2 milioni di famiglie in situazione di povertà energetica

 

Povertà energetica, la situazione in Europa e in Italia

«Ad oggi, meno di un terzo dei paesi europei ha adottato ufficialmente una misura per la povertà energetica e solamente pochi di essi, tra cui Francia, Irlanda, Regno Unito e Slovacchia, hanno inserito una sua definizione nelle proprie legislazioni – si legge nel Manifesto – A livello nazionale, secondo le analisi effettuate dall’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE), i costi che le famiglie devono sostenere per gli usi energetici domestici negli ultimi anni sono lievitati al punto che l’8,5% dei nuclei familiari (circa 2,2 milioni di famiglie) nel 2019 era in povertà energetica».

Su questa situazione si abbattono poi le conseguenze della pandemia, l’aumento dei consumi per il riscaldamento, l’aumento dei costi dell’energia che ha già ripercussioni pesanti sulle famiglie (non a caso si moltiplicano le proposte per affrontare il problema nell’anno imminente, considerato che si prevedono ulteriori aumenti almeno per l’inizio del 2022).

«Le cause che possono provocare una condizione di povertà energetica sono molteplici: basso reddito; scarsa efficienza energetica delle abitazioni e/o degli elettrodomestici; limitata conoscenza degli strumenti di agevolazione per interventi di efficientamento e difficoltà di accesso agli stessi; limitate risorse disponibili per anticipare le spese di ristrutturazione e difficoltà di accesso al credito. A ciò si aggiunge, l’aumento del costo dell’energia».

Gli obiettivi del Banco dell’Energia e della rete creata sono l’aumento della consapevolezza sui consumi energetici, l’accessibilità agli strumenti di efficientamento energetico e il sostegno alle persone/famiglie vulnerabili.

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