Criptovalute

Criptovalute

Nel mercato delle criptovalute è necessaria una regolamentazione per tutelare gli investitori dal rischio di frodi e di aggiotaggio. Un orientamento che sia meno orientato al controllo fiscale e più alla regolamentazione di un settore, quello di bitcoin e criptovalute, di sicuro complesso ma nel quale si possono investire e perdere somme ingenti. È quanto dice Federconsumatori di fronte al recente andamento del mercato delle criptovalute, e in particolare dei bitcoin. Alti e bassi sul mercato delle criptovalute si susseguono da mesi.

Criptovalute, l’andamento recente del bitcoin

«Una settimana fa il bitcoin, sull’onda dell’offerta pubblica iniziale in borsa di Coinbase, veniva scambiato a 61.427 dollari, vicino ai massimi storici. In appena sette giorni ha bruciato il 22% scendendo sotto la soglia dei 50.000 dollari per la prima volta da inizio marzo – dice Federconsumatori – Un andamento che dimostra come il segmento delle criptovalute sia caratterizzato da una estrema, eccessiva volatilità, che fa apparire gli investimenti in tale settore più simili al gioco d’azzardo che al mercato azionario».

Secondo dati riportati dall’Ansa, il record per il bitcoin è stato toccato il 14 aprile con 64.870 dollari.  Oggi il bitcoin invece è prima sceso a 47 mila dollari poi risalito a 52 mila. In ogni caso gli investitori hanno invertito la rotta riportandolo sopra i 50 mila dollari.

 

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Bitcoin. Fonte foto: Pixabay

 

La tassazione delle criptovalute

Uno dei temi sul tavolo è la tassazione delle criptovalute.

La Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica, che sarà aperta fino al 2 giugno 2021, per raccogliere pareri sulla tassazione di criptovalute e valute elettroniche, contrastare le frodi e l’evasione fiscale. L’obiettivo della consultazione, si legge sul sito dedicato della Commissione, è quello di raccogliere dati e prove per valutare la necessità di nuove regole in materia di rendicontazione e scambio di informazioni a fini fiscali su moneta elettronica e criptovalute, nonché nuove regole sulle sanzioni.

«Le informazioni raccolte attraverso la consultazione dovrebbero consentire una definizione di obblighi di rendicontazione che garantiscano una tassazione equa evitando oneri amministrativi eccessivi e fornendo allo stesso tempo parità di condizioni e un regolamento comune per i 27 Stati membri dell’UE. In relazione alle sanzioni e alle misure di conformità, il contributo raccolto attraverso la consultazione dovrebbe consentire una definizione più precisa e comune di sanzioni e misure di conformità efficaci, proporzionate e dissuasive per evitare l’elusione fiscale e potenziali distorsioni del mercato interno».

Federconsumatori: serve regolamentazione del mercato

Sul tema delle criptovalute interviene oggi Federconsumatori che, a partire dall’andamento altalenante del mercato, si chiede «se, in un mercato totalmente privo di regole e controlli, i forti sbalzi sul mercato delle criptovalute siano determinati da fattori reali o, piuttosto, da previsioni e rilanci di analisti unicamente intenzionati ad influenzarne l’andamento. È forte, infatti, il rischio di aggiotaggio».

L’associazione ricorda l’iniziativa della Commissione europea. La consultazione avviata in Europa, spiega Federconsumatori, «dovrebbe fornire alle amministrazioni fiscali le informazioni per identificare i contribuenti che stanno attivamente utilizzando nuovi mezzi di pagamento o di investimento, in particolare criptovalute, allo scopo di limitare evasione e frodi fiscali.  Secondo gli intenti dell’Ue, inoltre, gli emittenti di criptovalute particolarmente significative e garantite da attività saranno soggetti a misure più rigorose in termini di requisiti patrimoniali, tutela dei diritti degli investitori, nonché supervisione».

Per Federconsumatori però questo orientamento è ancora «troppo improntato al controllo fiscale più che a una vera regolamentazione del mercato in un settore dove tutti, senza alcun controllo e senza alcuna tutela, potenzialmente possono investire e perdere ingenti somme. Per questo – conclude –  riteniamo che sia necessario da parte della BCE e delle banche nazionali un ruolo attivo, più incisivo e determinato, che miri ad affermare correttezza e trasparenza in un mercato ancora troppo “torbido” e sregolato».

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