Euribor manipolato, Federconsumatori avvia task force per possibile restituzione interessi (Foto Pixabay)

La recente ordinanza della Corte di Cassazione sull’Euribor manipolato potrebbe aprire le porte alla restituzione di parte degli interessi su mutui, finanziamenti e leasing basati su quei tassi Euribor nell’ormai lontano periodo compreso fra il 2005 e il 2008. Nel caso dei mutui, potrebbe trattarsi anche di qualche migliaio di euro. Per questo Federconsumatori sta attivando una task force di esperti per studiare ogni iniziativa legale utile a consentire ai cittadini coinvolti di avanzare la richiesta di rimborso.

Euribor manipolato e tassi nulli

“Buone notizie per i cittadini che, tra fine settembre 2005 e fine maggio 2008, erano titolari di mutui a tasso variabile, finanziamenti o leasing indicizzati in base al tasso Euribor – spiega Federconsumatori – La Corte di Cassazione, infatti, con l’ordinanza n. 34889 del 13 dicembre 2023, ha affermato che sono nulli i tassi che le banche hanno applicato ai mutui, ai finanziamenti o ai leasing indicizzati al tasso Euribor “fissato attraverso un accordo manipolativo della concorrenza da un certo numero di istituti bancari come accertato dalla Commissione Antitrust Europea”.

La vicenda giunta al vaglio della Suprema Corte prende spunto dalla sanzione irrogata il 4 dicembre 2013 dall’Antitrust europea ad alcune banche europee, perché avevano costituito un’intesa per la determinazione dell’Euribor in violazione della concorrenza.

“La novità espressa dai Giudici della Cassazione – spiega Federconsumatori – è che la nullità dei tassi potrebbe essere accertata a prescindere dal coinvolgimento o meno degli istituti bancari, nell’intesa tendente a “manipolare” il tasso Euribor, in quanto il divieto di cui all’art. 2 della L. n. 287/1990 (ovvero la norma che disciplina le intese restrittive della libertà di concorrenza), deve ritenersi valido per qualunque contratto o negozio a valle che costituisca applicazione delle intese illecite concluse a monte”.

La pronuncia potrebbe aprire un nuovo fronte per la tutela dei cittadini che potrebbero chiedere alle banche la rideterminazione degli interessi dovuti, spiega l’associazione. E queste cifre, nel caso dei mutui, potrebbero ammontare a diverse migliaia di euro.

“Questa sentenza riporta alla luce una vicenda particolarmente grave e intollerabile – conclude Federconsumatori – anche perché in quegli anni i tassi erano già abbastanza elevati e l’intesa anticoncorrenziale di alcuni istituti bancari, volta a manipolare il mercato, non ha fatto altro che accrescere la sfiducia dei cittadini e dei risparmiatori verso il sistema bancario”.

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