pagamenti elettronici

Multa per Pos, le reazioni dei Consumatori

Non può che destare le reazioni dei consumatori la previsione di una multa per chi rifiuta i pagamenti con carta o bancomat. Perché se c’è l’obbligo di Pos, ma non c’è la sanzione, è evidente che l’obbligo si aggira facilmente. Ma il percorso verso le sanzioni per chi non accetta i pagamenti con carta non è affatto lineare e semplice. Sono anni che se ne parla. E altrettanti anni che, in un modo o nell’altro, il tema viene aggirato.

Ecco perché ha buon gioco l’Unione Nazionale Consumatori a rimanere con i piedi per terra. «Non ci crediamo finché non lo vediamo!», è il commento del presidente UNC Massimiliano Dona, di fronte all’emendamento al dl Recovery che prevede sanzioni per chi, commerciante o prestatore di servizio, non accetterà i pagamenti elettronici.

 

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Obbligo di Pos, l’UNC ricorda l’iter (finora senza sanzioni)

«Non basterà neanche la pubblicazione in Gazzetta per soddisfarci, visto che poi serviranno i decreti attuativi per applicare concretamente la norma. Canteremo vittoria solo quando vedremo comminare la prima multa. Allora e solo allora festeggeremo!» prosegue Dona.

L’UNC ricorda infatti il percorso che ha portato all’obbligo di Pos senza sanzioni, come risultato finora. L’obbligo parte dal 2012 col decreto crescita del Governo Monti ma le sanzioni non hanno mai visto la luce.

«Abbiamo cominciato a rallegrarci nel 2012, visto che l’obbligo del Pos è stato previsto allora dal Governo Monti con il cosiddetto decreto crescita 2.0 (decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179) e doveva entrare in vigore il 1° gennaio 2014 – spiega Dona – Poi è stata la volta del Governo Renzi che con la legge di stabilità 2016 (Legge  28 dicembre 2015, n. 208) aveva introdotto una sanzione, che però doveva essere fissata con decreti che non hanno mai visto la luce. Poi se ne è riparlato con il Governo Conte II, nel dl fisco, ossia il decreto collegato alla manovra 2020 (decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124), che introduceva esattamente le sanzioni previste ora, ossia 30 euro + il 4% del valore della transazione per la quale è stata rifiutata l’accettazione del pagamento. Ma poi scoppiarono le polemiche e in fase di conversione del decreto le sanzioni magicamente sparirono».

E non è finita. «Anche ora l’art. 15 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 già prevede, in teoria, uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, per disciplinare “le modalità, i termini e l’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie per le violazioni dei soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, e che sono tenuti ad accettare pagamenti attraverso carte di debito e carte di credito. Ebbene, che fine hanno fatto questi decreti?» si domanda Dona.

Assoutenti: azzerare commissioni interbancarie

Assoutenti evidenzia, dal canto suo, anche il tema delle commissioni a carico degli esercenti – sottolineato anche da Confesercenti.

«Tutte le misure fin qui introdotte per incentivare i pagamenti elettronici si sono rivelate fallimentari, proprio perché non prevedevano alcuna misura punitiva per chi rifiutava di accettare carte o bancomat – spiega il presidente Assoutenti Furio Truzzi – Il solito pasticcio all’italiana che ora potrebbe essere superato dall’introduzione di sanzioni nei confronti di esercenti e professionisti. Va però sottolineato che i costi legati al Pos a carico dei commercianti restano tuttora elevati: è necessario azzerare del tutto le commissioni interbancarie e gli altri balzelli richiesti agli esercenti, perché i pagamenti elettronici non possono arricchire le casse delle banche e delle società che emettono le carte di credito e pesare sulla categoria degli esercenti».

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