Testamento solidale, il 26% degli italiani disposti al lascito (foto pixabay)

Il testamento solidale non è un tabù ma è una scelta che gli italiani fanno sempre più spesso. Sono diventati più pessimisti e preoccupati per il futuro, certamente. Ma la loro propensione a donare non è crollata. Quasi quattro italiani su dieci hanno fatto una donazione nel corso dell’anno. Quasi otto su dieci, fra gli over 50, sanno cosa sia un lascito solidale. Un italiano su quattro è propenso a fare testamento solidale.

Le motivazioni di chi ha fatto questa scelta attengono spesso al vissuto personale – se si è persa una persona cara per una malattia e si decide di donare alla ricerca medico-scientifica, se si vuole lasciare una donazione ad associazioni impegnate in cause umanitarie – e alla fiducia che si ha verso l’ente cui si dona.

La Giornata del Lascito solidale

Oggi è la Giornata del Lascito solidale. E per l’occasione sono stati presentati i risultati della Indagine sugli Orientamenti degli Italiani verso le Donazioni e il Testamento Solidale, promossa dal Comitato Testamento Solidale (di cui fa parte anche Fondazione Umberto Veronesi insieme ad altre 24 organizzazioni non profit) e condotta da Walden Lab tra l’ultima settimana di giugno e la prima settimana di luglio 2022, su un campione di statisticamente rappresentativo di un migliaio di italiani fra i 25 e i 75 anni.

Gli italiani vivono l’incertezza del futuro con preoccupazione e un certo pessimismo ma la propensione a donare per una causa solidale non ne risente. Anzi, cresce rispetto agli anni precedenti.

L’indagine, hanno spiegato gli autori, ha mostrato una caduta verticale dell’ottimismo sulle sorti dell’Italia: il 45% degli italiani si aspetta peggioramenti nei prossimi 10 anni, solo il 25% si aspetta miglioramenti. Guardando al privato, le preoccupazioni più ricorrenti sono le malattie (64%), il decadimento fisico (47%), le difficoltà economiche (45%), la solitudine (34%). Sollevando lo sguardo al futuro della collettività, la paura più diffusa è legata alla crisi climatica (53%) seguita da guerre (44%), crescita della povertà (40%) e pandemie (37%).

Donare, il sentimento degli italiani

La domanda-chiave al cuore dell’indagine era in quale misura questo clima influisse sulla propensione a donare. Non più di tanto, se si considera che quasi quattro italiani su dieci hanno fatto una donazione, per un importo medio in crescita rispetto ai due anni precedenti.

«I dati sono incoraggianti: nel 2022 dichiara di aver fatto almeno una donazione il 38% degli italiani, ben 10 punti in più rispetto a ciascuno dei 2 anni precedenti e l’importo della donazione media balza a 118 euro, contro i 90 del 2021 e i 77 del 2020 – dice una nota stampa – In generale il 71% degli italiani ha donato almeno una volta nella vita. Tra le cause sostenute negli ultimi 12 mesi, salgono ricerca medico-scientifica (45% vs 37% nel 2021) ed emergenze umanitarie (28% vs 15% del 2021). Tra i criteri di scelta dell’organizzazione sostenuta, cresce in modo significativo il tema della fiducia: il 61% dichiara di avere donato a un’organizzazione di cui si fida (era il 44% nel 2021)».

Fare testamento solidale

Si inserisce in questo contesto il tema del lascito solidale. Fare “testamento solidale”, in concreto, significa ricordare nel proprio testamento, in qualità di erede (eredità) o di legatario (lascito), una o più associazioni, organizzazioni, enti (Comitato testamento solidale).

È un atto semplice, non vincolante, che non lede i diritti degli eredi. Fare testamento solidale significa dunque lasciare i propri beni, o anche solo una parte, ad uno o più enti benefici. Non deve trattarsi necessariamente di un patrimonio ingente. Si può lasciare una somma di denaro, azioni, un bene come un gioiello o un’opera d’arte, un bene immobile, una polizza.

La ricerca evidenzia che gli italiani conoscono meglio di prima il lascito solidale. E uno su quattro è propenso a fare testamento solidale.

Nel dettaglio, quasi 8 italiani su 10, tra gli over 50, sanno oggi cosa sia un lascito solidale (79%), dato in crescita rispetto al 73% del 2021 e al 72% del 2020. «Segno che le campagne di informazione e di sensibilizzazione – prosegue la nota – incidono sulla consapevolezza di tante persone, mentre tabù e disinformazione perdono terreno: nel 2022 sale al 26% la percentuale di quanti lo hanno fatto o sono propensi a farlo, ben 4 punti in più rispetto al 2021 (22%) e 6 punti rispetto al 2020 (20%)».


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