siccità

Oggi la Giornata mondiale contro desertificazione e siccità

Desertificazione e siccità, oggi la Giornata mondiale per consumo e produzione sostenibile

Oggi è la Giornata mondiale contro desertificazione e siccità. I ritmi di consumo e produzione sono oggi insostenibili. Da qui al 2030 la produzione alimentare richiederà ulteriori 300 milioni di ettari di terra e l’industria della moda potrebbe usare il 35% in più di terra

Produzione e consumo non sostenibili aumentano il degrado del suolo e il consumo delle risorse idriche. L’attività umana e il cambiamento climatico hanno un impatto sugli ecosistemi e sono fra i fattori alla base di desertificazione e siccità che avanzano. Oggi ricorre la Giornata mondiale contro desertificazione e siccità, promossa dalla Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (UNCCD) e istituita dalle Nazioni Unite nel 1995 per sensibilizzare l´opinione pubblica in materia di cooperazione internazionale per combattere la desertificazione e gli effetti della siccità.

Quest’anno il tema per la Giornata mondiale della desertificazione e della siccità è “Cibo, Mangimi e Fibre” (Food-Feed-Fibre) e vuole porre l’attenzione su quelle forme non sostenibili di produzione e consumo che contribuiscono a degrado dei suoli e consumo di risorse idriche. E dunque alla desertificazione.

 

 

La desertificazione, attività umane insostenibili

La desertificazione non è l’espansione dei deserti ma il degrado della terra in aree aride e secche ed è causata soprattutto dalle attività umane e dal cambiamento climatico. Gli ecosistemi sono estremamente vulnerabili all’eccessivo sfruttamento e all’uso inappropriato della terra.

«Povertà, instabilità politica, deforestazione, pascolo eccessivo e cattive pratiche di irrigazione possono minare la produttività della terra», spiegano le Nazioni Unite.

Il ritmo delle attività umane, insieme all’urbanizzazione e alle attività industriali, non è sostenibile. Non lo è più da tempo.

«Per avere abbastanza terra produttiva per soddisfare le esigenze di dieci miliardi di persone entro il 2050, gli stili di vita devono cambiare – dicono dalla Convenzione Onu per la lotta alla desertificazione – La Giornata sulla desertificazione e la siccità, sotto lo slogan “Food. Feed. Fibre” cerca di educare le persone su come ridurre il loro impatto personale».

 

 

giornata desertificazione

 

La Giornata 2020: Food. Feed. Fibre.

“Food. Feed. Fibre”, “Cibo. Mangimi. Fibre” è il tema scelto per la Giornata 2020 e si concentra sulla relazione tra consumi, sfruttamento di suolo e desertificazione. La terra viene degradata a un tasso insostenibile, causato anche dalla domanda crescente di territorio e risorse naturali per avere cibo, alimentazione per gli animali e fibre tessili. Questo danneggia produzione, ecosistemi e biodiversità.

«Se continuiamo a produrre e a consumare come al solito – dice Ibrahim Thiaw, segretario esecutivo della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione – manterremo la capacità del Pianeta di sostenere la vita fino a quando non rimarranno nient’altro che scarti. Tutti noi dobbiamo fare scelte migliori su ciò che mangiamo e su ciò che indossiamo per aiutare a proteggere e ripristinare il territorio».

Le stime delle Nazioni Unite sono del resto impressionanti. A oggi oltre due miliardi di ettari di terreni una volta produttivi sono degradati. Entro il 2030, la produzione alimentare richiederà ulteriori 300 milioni di ettari di terra. Oltre il 70% degli ecosistemi naturali è stato trasformato. Entro il 2050, potrebbe essere il 90%.

Entro il 2030, l’industria della moda prevede di utilizzare il 35% in più di terra – oltre 115 milioni di ettari, equivalenti alle dimensioni della Colombia.

Desertificazione, siccità e post Covid

Alla giornata partecipa anche l’Italia. Il Ministero dell’Ambiente ricorda che «oggi più che mai, occorre riorientare le nostre azioni, i nostri comportamenti in modo da renderli più sostenibili per conservare la produttività della terra, proteggere la biodiversità e affrontare i cambiamenti climatici. Gestire in modo sostenibile le risorse terrestri che producono cibo, nutrono gli animali e forniscono fibra per abiti, assume un ruolo importante nel ricostruire il rapporto con la natura nella fase post COVID-19. La crisi COVID ha reso evidenti le vulnerabilità dell’uomo e dei sistemi naturali, ed in particolare il modo in cui usiamo le risorse della terra».

Sono tanti i passi da compiere. Oltre a ridurre l’eccessiva domanda di risorse naturali, bisogna ridurre gli sprechi alimentari e la richiesta di acqua per la produzione alimentare e industriale, ridurre l’impronta idrica degli allevamenti, evitare che le aree forestali, che proteggono la biodiversità e combattono il degrado del suolo, spariscano per lasciare il posto ad agricoltura e allevamenti.

Il richiamo alla gestione responsabile del territorio riecheggia ancora più forte in direzione di una ripresa post Covid.

«Oggi il motto della Convenzione per la lotta alla desertificazione, “healthy land=healthy people” (terra sana=persone sane) è più che mai attuale», dice l’Onu.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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