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Oggi la Giornata mondiale della biodiversità

Non poteva essere più significativa e più tempestiva, la Giornata mondiale della biodiversità che si celebra oggi. Non solo la perdita di biodiversità galoppa a ritmo impressionante, ma l’emergenza coronavirus ha messo in evidenza quanto sia fragile e compromesso il rapporto dell’essere umano col Pianeta e quanto serva lavorare per un futuro che sia in armonia con la natura.

 

giornata mondiale biodiversità

 

Biodiversità, le soluzioni sono nella natura

«La perdita di biodiversità è una perdita per l’umanità» dicono le Nazioni Unite in occasione dell’odierna giornata. “Le soluzioni sono nella natura”, è il tema di quest’anno. Tre quarti dell’ambiente terrestre e circa il 66% di quello marino sono stati alterati e modificati in modo significativo dalle azioni umani. Un milione di specie animali e vegetali sono minacciate di estinzione.

Le risorse della diversità biologica sono i pilastri su cui si costruiscono le società, ricordano le Nazioni Unite. Il pesce fornisce il 20% delle proteine ​​animali a circa 3 miliardi di persone. Oltre l’80% della dieta umana è garantita dalle piante. Circa l’80% delle persone che vivono in aree rurali nei paesi in via di sviluppo fanno affidamento su medicine tradizionali a base vegetale per le cure sanitarie di base.

La perdita di biodiversità minaccia il pianeta e la salute umana, può condurre a un aumento delle zoonosi (le malattie trasmesse dagli animali all’uomo) mentre «se manteniamo intatta la biodiversità, questa offre strumenti eccellenti per combattere le pandemie come quelle causate dai coronavirus».

Ancor più oggi, dunque, c’è l’esigenza di riesaminare il rapporto degli esseri umani con la natura perché nonostante tutti i progressi tecnologici fatti dall’umanità, la stessa umanità (ognuno di noi) dipende profondamente dall’esistenza e dalla conservazione di ecosistemi sani per avere acqua, cibo, farmaci, vestiario, energia. Da qui il tema di quest’anno, Le nostre soluzioni sono nella natura, che sottolinea la speranza e l’importanza di lavorare insieme a tutti i livelli per costruire una vita futura in armonia con la natura.

 

farfalle

 

La Ue adotta la nuova strategia Ue per la biodiversità

E proprio in questi giorni la Commissione europea ha adottato la nuova Strategia UE per la Biodiversità al 2030 – EU Biodiversity Strategy for 2030 – Riportiamo la natura nelle nostre vite.

«La nuova strategia sulla biodiversità affronta le principali cause della perdita di biodiversità, come l’uso insostenibile della superficie terrestre e del mare, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, l’inquinamento e le specie esotiche invasive – informa la Commissione  – Adottata durante la fase centrale della pandemia di Covid-19, la strategia costituisce un elemento centrale del piano di ripresa dell’UE, fondamentale sia per prevenire la comparsa e rafforzare la resilienza a future pandemie sia per offrire opportunità commerciali e di investimento immediate che rilancino l’economia dell’UE».

La strategia si pone come obiettivo il ripristino degli ecosistemi degradati, terrestri e marini, in tutta Europa: fra gli impegni c’è quello di trasformare almeno il 30% della superficie terrestre e dei mari d’Europa in zone protette efficacemente gestite e di destinare almeno il 10% delle superfici agricole ad elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità.

La strategia propone di migliorare la salute degli habitat naturali e delle specie protette, fermare il declino delle api e degli insetti impollinatori, ridurre l’inquinamento, riportare il verde nelle città, rafforzare l’agricoltura biologica e rendere più sane le foreste. Saranno sbloccati finanziamenti per 20 miliardi di euro l’anno destinati alla biodiversità provenienti da varie fonti, tra cui fondi dell’UE e finanziamenti nazionali e privati.

 

 

Biodiversità, Mediterraneo osservato speciale

Osservato speciale per Legambiente, nella Giornata mondiale della biodiversità, è il Mar Mediterraneo, hotspot di biodiversità ma fra i mari più in pericolo di tutto il mondo. A rischio ci sono delfini, squali, capodogli, la tartaruga Caretta Caretta.

«Pur rappresentando lo 0,82% delle superfici marine e lo 0,32% del volume di tutti i mari del globo, il Mar Mediterraneo ospita oltre 12.000 specie marine, tra il 4 e il 18% di tutte le specie marine viventi del Pianeta, moltissime delle quali endemiche».

I rischi vengono dalla pesca eccessiva e dalle catture accidentali, dello sviluppo costiero urbano, dall’inquinamento delle acque, da tutti i cambiamenti dell’habitat indotti dalle attività umane. Squali e delfini sono in gran pericolo. Ogni anno circa 180 delfini sono trovati morti lungo le coste, vittime soprattutto di catture accidentali nelle attività di pesca a strascico o di piccola pesca. A rischio estinzione ci sono squali, razze e specie originarie del Mediterraneo.

«Il 2020 funestato dal Covid-19 – commenta Legambiente – avrebbe dovuto essere l’anno cruciale per il raggiungimento degli obiettivi decennali sulla conservazione della Natura, ma così non è stato: se gran parte di essi sono stati disattesi, la Giornata mondiale della Biodiversità, il cui slogan di quest’anno è “Le soluzioni sono nella natura”, ci ricorda quanto le attività antropiche e il mancato rispetto degli equilibri ecologici minaccino non solo le specie animali e vegetali che popolano gli ecosistemi del globo, ma la stessa sopravvivenza dell’umanità».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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