Pasti pronti alla guida della sostenibilità e della salute (Foto Pixabay)

Pasti pronti sostenibili, risparmi per i consumatori e meno emissioni per l’ambiente

Appello alla Commissione Europea per l’introduzione di requisiti obbligatori nella produzione delle grandi catene di ristorazione e in quella industriale. Adiconsum: “Rendere i piatti pronti più sani e sostenibili è una scelta opportuna sotto molti aspetti: la salute, la protezione del pianeta dai cambiamenti climatici, e le tasche dei consumatori”

Un nuovo studio condotto da Systemiq, un’azienda leader nel campo dei cambiamenti di sistema, ha gettato nuova luce sulle potenzialità dell’Unione Europea di ridurre le emissioni di gas serra, migliorando la salute dei consumatori, attraverso l’allineamento dei pasti pronti a nuovi standard di sostenibilità e salute.

Secondo i risultati dello studio, l’UE potrebbe ridurre le sue emissioni di gas serra di circa 48 milioni di tonnellate all’anno, equivalenti all’eliminazione di 38 milioni di nuove auto dalla circolazione.

Ma qual è il segreto dietro questo ambizioso obiettivo? L’allineamento dei pasti pronti alle linee guida sulla salute e sulla sostenibilità. Ciò significa che i pasti pronti disponibili nei supermercati, nei ristoranti e nei servizi di catering sarebbero preparati utilizzando ingredienti più sostenibili e nutrienti, riducendo così l’impatto ambientale e promuovendo non solo la salute dei consumatori ma anche un vantaggioso risparmio economico.

Il vantaggio di pasti pronti sostenibili

Uno degli aspetti più significativi dello studio è, per l’appunto, il risparmio economico che questa transizione comporterebbe per i consumatori dell’UE. Secondo le stime, l’adozione di pasti pronti più sani e sostenibili potrebbe far risparmiare ai consumatori europei ben 2,8 miliardi di euro all’anno.

Questo studio rappresenta una partnership tra diverse organizzazioni per la tutela della salute, dei consumatori e dell’ambiente, che hanno lavorato insieme per valutare l’impatto potenziale di questa iniziativa. I risultati sono stati incoraggianti, dimostrando che l’allineamento dei pasti pronti a standard più elevati non solo è possibile, ma rappresenta un’opportunità per tutte le parti coinvolte.

È importante notare, inoltre, che le grandi aziende che controllano la distribuzione dei pasti pronti rappresentano il 78% delle vendite al dettaglio e il 48% in quello dei servizi di ristorazione; quindi, i cambiamenti normativi possono essere introdotti senza danneggiare le piccole e medie imprese.

Ma come si tradurrebbe concretamente questa transizione? Secondo un sondaggio 2023, tre europei su quattro pensano che le grandi aziende dovrebbero garantire che gli alimenti che vendono siano prodotti in modo sostenibile. Innanzitutto, ci sarebbe una maggiore disponibilità di opzioni di pasti pronti nutrienti e sostenibili nei punti vendita. Questo significa che i consumatori avrebbero accesso a una gamma più ampia di scelte salutari e rispettose dell’ambiente quando cercano soluzioni rapide per i pasti.

Carlo De Masi, Presidente Nazionale Adiconsum, dichiara: “Rendere i piatti pronti più sani e sostenibili è una scelta sensata e opportuna sotto molti aspetti: la salute, la protezione del pianeta dai cambiamenti climatici, e le tasche dei consumatori. Questo diventa cruciale nel momento in cui l’Europa sta attraversando un forte periodo inflattivo e il consumo di questi prodotti aumenta costantemente”.

PDF: Report “Ready-made Meals in the EU


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