La bussola dei diritti. Intelligenza Artificiale: quale la visione futura? (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)

Intelligenza artificiale, di cosa parliamo? Assistenti vocali come Google, Alexa, Siri, cui ci rivolgiamo per chiedere le informazioni più svariate, o i Chatbot per l’assistenza virtuale del servizio clienti delle società di servizi con cui ci interfacciamo per risolvere problemi legati a disservizi. Applicazioni installate sui nostri Smartphone, che utilizziamo quotidianamente, come traduttori simultanei, come assistenti di salute e benessere ((health app) o come radio sempre connesse ai nostri gusti musicali (come Youtube e Spotify). Post “consigliati” dai principali social network e dai motori di ricerca che, sulla base di nostre reazioni o ricerche effettuate su specifiche piattaforme, sono subito pronti a proporci contenuti che potrebbero essere di nostro gradimento.

Sono solo alcuni esempi, tra i più comuni, di intelligenza artificiale con cui ogni giorno ci confrontiamo, forse senza neanche sapere bene di cosa si tratti.

Cos’è l’intelligenza artificiale?

Ma cos’è l’intelligenza artificiale? E come si armonizza con la società attuale?

L’Artificial intelligence (AI) esprime una tecnologia che avrà un importante impatto nel nostro quotidiano e sulle nostre vite, sull’economia, sul lavoro, sulla democrazia ed anche sulla sostenibilità del nostro Pianeta.

È un ramo della scienza informatica che si occupa di sviluppare un sistema tecnologico in grado di risolvere problemi o simulare il comportamento umano e svolgere compiti e attività tipici della mente e dell’abilità umane. Il suo obiettivo è quello di emulare l’intelligenza umana, creando hardware e software capaci di apprendere, ragionare e risolvere problemi in modo autonomo, senza la necessità di una continua supervisione da parte dell’uomo. In sintesi, è la disciplina che si occupa di realizzare delle “macchine intelligenti ed efficienti” in grado di agire autonomamente (ad esempio per risolvere problemi, compiere delle azioni, orientare i consumi, dare risposte, etc).

Oggi siamo nel bel mezzo di una rivoluzione digitale, alla continua ricerca di nuove tecnologie da implementare, sempre più performanti e al passo con i tempi.

È in questo scenario, in continuo divenire, dove il “divario digitale” (il gap tra chi ha la possibilità e chi no di accedere alla rete internet per lavorare, studiare, connettersi ai servizi essenziali) è ancora forte a livello locale, nazionale e globale; dove il nostro Paese secondo l’Indice di Digitalizzazione dell’Economia e della Società (DESI) 2022 è al 18º posto fra i 27 Stati membri dell’UE e dovrà adottare strategie chiave e lanciare misure strategiche che aiutino ad accelerare il processo di digitalizzazione; dove i dati incoraggianti dell’ultimo Report dell’Istat Cittadini e Ict | Anno 2022 registrano un aumento dell’utilizzo del web (in particolare delle persone di 6 anni e più, con un gap relativo alla fascia più anziana della popolazione); che si sente parlare in modo esponenziale di Intelligenza artificiale, come tecnologie innovative e “intelligenti” da potenziare con l’intento di migliorare la qualità della vita delle persone.

Grazie alla abilità della nuova tecnologia di gestire ed elaborare enormi quantità di dati in tempo reale, l’IA supporta le imprese nelle politiche da attuare fornendo alla collettività risposte efficaci in relazione ai bisogni attuali. A oggi sono diversi i settori interessati dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale, dalla medicina alla finanza, passando per la produzione industriale e la robotica.

Nell’ambito dell’Osservatorio sulla intelligenza artificiale (IA) curato da Ansa, è possibile approfondire i temi che riguardano l’IA e i relativi aggiornamenti di tecnologie.

L’intelligenza artificiale nelle redazioni

L’IA è entrata anche in alcune redazioni giornalistiche passando dalla raccolta alla selezione di informazioni, fino alla creazione di articoli. Ne è un esempio, il quotidiano “Il Foglio” che dal 7 marzo 2023 ha iniziato una interessante iniziativa per cui ogni giorno, per un mese, pubblicherà sul proprio giornale un testo scritto dall’intelligenza artificiale (IA) con l’intento di sensibilizzare i lettori sul tema delle nuove tecnologie e sull’importanza di mantenere un equilibrio tra l’uomo e la macchina nella scrittura delle notizie.

I lettori del quotidiano si saranno accorti che si tratta di un articolo scritto da un assistente virtuale? Siamo certi di voler immaginare un futuro costruito sulla base di algoritmi virtuali che guidano le nostre vite reali?

E ancora, siamo davvero sicuri di poterla chiamare intelligenza artificiale? Dal momento che l’intelligenza è una prerogativa più umana, non sarebbe forse più corretto definirla “efficienza digitale”?

Le potenzialità dell’intelligenza artificiale

Quello che è certo è che siamo davanti a una potenzialità da sfruttare a pieno e soprattutto, da realizzare in modo etico senza dunque tralasciare nessun punto di vista. Il modo in cui oggi ci approcciamo all’Intelligenza Artificiale, definirà il mondo che vivremo in futuro. Per questo tutti dovrebbero poter godere dei benefici dell’IA sentendosi protetti nel momento in cui vi accedono. Tra i possibili benefici offerti dall’IA potrebbero esserci una migliore assistenza sanitaria, un più facile accesso all’informazione, all’istruzione, un sistema di trasporto pubblico e/o privato più efficiente, sicuro ed economico. Mentre come rischi, se in presenza di un uso poco etico, l’IA potrebbe comportare una minaccia per la protezione dei dati o per la democrazia.

Per riuscire a garantire un mondo migliore più equo e sostenibile, si dovrebbe poter governare eticamente la rivoluzione digitale che stiamo vivendo analizzando al meglio le immense quantità di dati che l’intelligenza artificiale ci mette a disposizione. A oggi sappiamo che l’Europa, per sensibilizzare su temi quali la privacy, la gestione dei dati, il metodo di elaborazione dei dati da parte delle AI e le relative fonti, sta pianificando un regolamento contenente delle norme ben precise sull’impiego dell’intelligenza artificiale (Artificial Ingellligence Act- AI Act), che dovrebbe arrivare per la fine dell’anno.


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