sushi

Il sushi è entrato nel carrello della spesa

Il sushi è uscito dalla nicchia e dai ristoranti giapponesi. Ed è entrato nel carrello della spesa degli italiani. Magari non di tutti, certo. Ma il 43% dei connazionali negli ultimi tre mesi ha comprato sushi ready-to-eat nella Grande distribuzione organizzata.

E se il 13% afferma di non aver mai acquistato sushi in supermercati o ipermercati, più di quattro consumatori su dieci vengono classificati come alto-acquirenti (il 7% lo compra uno o più volte a settimana, il 17% una volta ogni 15 giorni, il 18% una volta al mese). Il 26% viene considerato medio acquirente, con acquisti di sushi pronto ogni due-tre mesi oppure ogni sei mesi. I dati vengono da un Insight Nielsen.

«Il sushi – dice Nielsen – è diventato un fenomeno di massa: oggi lo consuma volentieri il 96% degli italiani, e il 28% dichiara addirittura che lo mangerebbe anche ogni giorno».

È un passaggio favorito dall’aumento dell’offerta di food-to-go, cibo pronto da portar via, nei punti vendita della Grande distribuzione. Qui i prodotti classificati come sushi, anche i mix e i preparati a base di pesce, riso e verdura, sviluppano ormai un giro d’affari di oltre 113 milioni (Fonte: Nielsen, Market Track, AT aprile 2019), con un incremento del +5,4% rispetto all’anno precedente.

 

sushi nella gdo
Frequenza d’acquisto del sushi nella Gdo. Fonte: Nielsen, survey ad hoc, maggio 2019

 

Sushi al supermercato o al ristorante?

Secondo una recente indagine condotta da Nielsen per il Norwegian Seafood Council, negli ultimi tre mesi il 43% dei consumatori italiani ha acquistato questi prodotti nei “sushi corner”, o al banco del pesce, oppure nel reparto dedicato ai ready-meals delle catene della distribuzione moderna. Sono acquisti motivati soprattutto dalla convinzione che il sushi sia una buona alternativa al fast-food – così dice il 75% degli intervistati. Tutto questo in un contesto in cui i consumatori dichiarano un maggior consumo di sushi rispetto allo scorso anno (49%) e un maggior consumo di pesce in generale (48%), specialmente di salmone, quello preferito dalla metà dei consumatori che comprano sushi. Insomma: un’abitudine di acquisto che non nasce come salutistica, quella dei piatti pronti, sembra virare verso consumi diversi cui viene attribuito un impatto positivo sulla dieta degli italiani.

Attenzione però. Il sushi piace di più al ristorante rispetto al supermercato. Il 76% dei consumatori si dichiara molto soddisfatto del sushi mangiato al ristorante, mentre la soddisfazione nei confronti dei prodotti acquistati nella GDO scende al 42%. Sono dunque tre i campi sui quali la distribuzione e la produzione possono intervenire: la qualità del sushi offerto fra i piatti pronti, la reperibilità (perché il 26% dei consumatori intenzionati a comprare questi prodotti faticano a trovarli nei punti vendita) e il prezzo. Per il 42% dei consumatori è troppo alto.

Ready-to-eat, le tendenze

Cibi pronti e facili da cucinare, veloci, freschi. L’affermarsi della tendenza del cibo ready-to-eat è per l’Osservatorio Immagino «un tipo di scelta determinata dai bisogni di velocità, comodità e gratificazione di molti consumatori a corto di tempo». È un fenomeno che è cambiato negli ultimi anni, in linea con l’affermarsi di consumi veg e legati alle intolleranze, e con un’offerta più ampia rispetto alla cucina tradizionale.

«Il sushi, il burger di tofu e gli snack senza glutine – dice l’Osservatorio Immagino, quinta edizione – sono solo alcuni dei prodotti che, solo una decina di anni fa, erano introvabili nei punti vendita della distribuzione moderna e che oggi invece sono usuali e proposti in varie declinazioni».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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