Rispetto al 2019 aumentano del 30% i costi delle vacanze (Foto Pixabay)
Costi delle vacanze, Codacons: più 30% rispetto al pre-Covid
Rispetto al 2010 aumentano i costi delle vacanze. Così un italiano su due rimane a casa. Il Codacons snocciola la lista dei rincari: dai trasporti ai pacchetti vacanza, dalla giornata al mare ad aperitivi e gelati
Quasi un italiano su due quest’anno rimarrà a casa. I costi delle vacanze sono diventati troppo alti, un’onda lunga che dura ormai da anni. C’era una volta la vacanza più lunga, c’era per molti il viaggio d’agosto. E poi c’è stata la pandemia e dopo il Covid i prezzi sono corsi al rialzo. Anche nel turismo e in tutte le voci correlate, dai trasporto ai servizi.
“Un aumento di prezzi e tariffe talmente inesorabile da essere insostenibile per una fetta sempre più larga di cittadini”, denuncia il Codacons. “Le vacanze estive costano in media il 30% in più rispetto all’era pre-Covid”.
Ecco dunque spiegata la povertà da vacanza, il motivo principale per il quale molti rimangono a casa, quella delusione sugli afflussi turistici nelle spiagge d’Italia che già trapela, in piena stagione turistica.
Dal Covid a oggi, l’analisi del Codacons
L’analisi del Codacons: “Prima le misure legate al Covid, dal distanziamento alla sanificazione di locali e strutture aperte al pubblico, poi il caro-energia, hanno provocato uno tsunami nel comparto turistico con una crescita dei costi in capo ad esercenti e attività che è stata scaricata sui consumatori finali attraverso un incremento di prezzi e tariffe del comparto. Al termine di queste emergenze la ripresa dei flussi turistici, con il trasporto aereo che nell’ultimo mese ha superato i livelli del 2019, la rinnovata voglia di viaggi e spostamenti da parte degli italiani, assieme alle massicce presenze di visitatori stranieri registrate negli ultimi anni nella nostra Penisola, hanno “dopato” l’intero settore del turismo portando ad una crescita della domanda turistica e ad una ulteriore accelerazione dei listini al pubblico”.
Boom tariffe sui voli
L’associazione ha messo a confronto le tariffe odierne con quelle in vigore nell’estate 2019, l’ultima prima della pandemia, sulla base dei dati Istat. E snocciola tutta una serie di rincari che non risparmiano trasporti, servizi, alimentazione.
Anche per chi diserta i ristoranti e sceglie di mangiare tutto o quasi a casa, gli alimenti dell’estate segnano rincari a due cifre: pesce e prodotti ittici aumentano complessivamente del +23,9% rispetto al 2019, la frutta fresca del 35%, i gelati del 46,4%, l’acqua minerale del 30,5%.
I rincari maggiori sono per il trasporto aereo. Oggi, spiega il Codacons, i voli nazionali costano in media l’81,5% in più rispetto allo stesso periodo di sei anni fa, mentre le tariffe dei voli internazionali sono aumentate del +65,9%, +61% quelle dei voli europei.
I prezzi aumentano anche per gli altri mezzi di trasporto ma un po’ meno: rispetto al pre-Covid, le tariffe del trasporto marittimo sono salite del 13,9%; per il treno si segnala +10,7%; simile l’aumento per autobus e pullman (+10,1%). Spostarsi con un’auto a noleggio è più caro del 17,6%.
Pacchetti vacanza e giornate al mare, tariffe su
Chi sceglie il pacchetto vacanza, prosegue il Codacons, “si ritrova a spendere il 56,6% in più rispetto al periodo pre-Covid, e per dormire fuori occorre fare i conti con i rincari delle strutture ricettive: nello stesso periodo i listini di alberghi, motel e pensioni sono saliti del 40,6%, villaggi vacanza e campeggi segnano un +12,7%, b&b, case vacanza e alloggi in altre strutture +22,7%”.
Chi rimane in città davanti ai costi delle vacanze fa spesso gite fuori porta e giornate in spiaggia. Eppure, prosegue il Codacons, oggi trascorrere una giornata al mare presso un lido o andare in piscina costa in media il 32,7% in più rispetto a sei anni fa. Rincarano anche anche parchi divertimento (+21,4%), musei e monumenti (+20,5%), parchi nazionali, zoo e giardini (+13%).
Per una cena al ristorante o in pizzeria si spende questa estate il 22,5% in più, ma anche consumare uno spritz al tramonto sarà più salato rispetto all’era pre-Covid, con gli aperitivi alcolici rincarati del +18,2%, mentre la birra sale del +17,2%. Va anche peggio agli astemi, dal momento che i prezzi delle bibite analcoliche sono aumentati del 28,8%.
“Se si considerano solo le voci legate a trasporti, alloggi e servizi turistici, le vacanze estive 2025 costano in media il 30% in più rispetto a quelle del 2019”, conclude il Codacons. Un aumento dei prezzi che solo poche famiglie possono sostenere. E a partire rimangono in pochi mentre, rispetto all’estate del 2019, sono passati dal 39,5% al 49% gli italiani che non faranno vacanze.

