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Spiaggia libera, ancora sotto i riflettori il Lungomuro di Ostia

Qualcuno rassicura: le spiagge libere rimarranno libere. Qualcun altro sta pensando a come organizzarsi e le incertezze non mancano. Perché se è vero che anche in spiaggia andranno mantenute le regole del distanziamento, se è vero che la distanza prevista per gli ombrelloni fa storcere il naso agli stabilimenti balneari, sull’estate 2020 arriva anche il rebus delle spiagge libere. Come garantire che si eviti affollamento? Chi deve controllare? Non finirà che le spiagge libere saranno semplicemente ridotte, dimezzate, rese più o meno inaccessibili?

Le regole per il distanziamento in spiaggia…

È questa la grande domanda cui i Comuni, cui spetta la gestione delle spiagge libere, devono rispondere. Per ora ci sono le indicazioni dell’Inail e dell’Iss sia sugli stabilimenti balneari che sugli arenili liberi.

Le linee guida consigliano una distanza minima di cinque metri fra le file di ombrelloni, di quattro metri e mezzo fra ombrelloni della stessa fila, di due metri fra lettini e sdraio non associati a uno stesso ombrellone. E prenotazioni obbligatorie. Già queste indicazioni non piacciono ai balneari. «Con il distanziamento tra gli ombrelloni di 4-5 metri si mette, di fatto, fuori mercato il 50% delle imprese balneari italiane. Possiamo scordarci l’estate al mare», ha detto Maurizio Rustignoli, presidente nazionale di Fiba, l’associazione delle imprese balneari Confesercenti.

 

lungomare
Spiagge libere, come sarà l’estate 2020?

 

… e la gestione della spiagge libere

La gestione delle spiagge libere è più complicata. Lo stesso documento Inail-Iss cita come esempio virtuoso quello della Sardegna, che in uno studio Ispra condotto sulla spiaggia La Pelosa di Stintino (Sassari) ha stimato uno spazio adeguato di in 6 m²/ persona. Lo studio è stato il punto di partenza che ha portato le istituzioni locali, già prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria, a proporre una modifica del regolamento di accesso alla spiaggia contingentandone gli ingressi fino ad un numero massimo di 1.500 persone (per circa 8.100 m² di arenile).

Le spiagge libere sono diverse una dall’altra, come diverse sono le aree costiere nelle regioni d’Italia. Le linee guida suggeriscono campagne informative ai cittadini, mappatura degli spazi, controllo da parte di associazioni di volontariato, piano di prevenzione dell’affollamento, prenotazione online via app e piattaforme per regolamentare l’accesso.

C’è però il timore diffuso che vengano introdotte forme di pagamento, che le spiagge libere finiscano per essere inibite o che vengano semplicemente “incorporate” nella gestione di qualche stabilimento vicino. Così, ad esempio, ha sollevato il tema Legambiente Lazio che chiede di non perdere neanche un metro di libera spiaggia a vantaggio di quelle concesse e con la motivazione del distanziamento sociale.

Legambiente Lazio: le spiagge libere non si toccano

«Le spiagge libere non si toccano, va garantito il libero accesso al mare con una fruizione rispettosa dell’ambiente e delle norme sanitarie», ha detto Legambiente Lazio, che ha organizzato un blitz online per tenere alta l’attenzione.

Il Lazio ha appena confermato le nove bandiere blu dello scorso anno, fra cui vere perle quali Sabaudia, Terracina, Sperlonga, San Felice Circeo, Gaeta e Ventotene.

In questi giorni, ricorda Legambiente, si stanno organizzando le ordinanze di balneazione per l’estate nei 24 comuni della costa regionale. Così l’associazione, con un WebBlitz organizzato con tutti i circoli del Lazio e una lettera indirizzata a ogni sindaco, ha chiesto che «non un metro di spiaggia libera venga sacrificato per ampliare gli spazi negli stabilimenti, neanche temporaneamente».

Questa la denuncia: «Da più parti, nelle scorse settimane, sono arrivate ipotesi di allargamento delle aree concesse, per garantire il distanziamento sociale tra gli ombrelloni degli stabilimenti, ipotesi che Legambiente respinge con forza chiedendo che il distanziamento sia garantito in primo luogo proprio nelle spiagge libere, a vantaggio della libera e gratuita fruizione di uno spazio pubblico».

 

 

Giù le mani dalle spiagge libere

Giù le mani dalle spiagge libere, insomma. L’associazione chiede il mantenimento delle dimensioni di spiaggia libera in ogni comune, la diffusione di punti di raccolta per i materiali sanitari monouso come le mascherine, il rispetto delle politiche plastic free e di riduzione della plastica. C’è infatti la necessità di incentivare l’uso di prodotti biodegradabili per la distribuzione alimentare, considerato che la conseguenza dell’emergenza sanitaria potrebbe essere ancora il ricorso alla plastica monouso da asporto.

«Le spiagge libere non si toccano, è qui che va garantito in primo luogo l’eventuale distanziamento sociale necessario, con il libero accesso al mare con una fruizione rispettosa dell’ambiente e delle norme sanitarie – ha detto Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – Non possiamo imbracciare tutti insieme uno striscione ma tutti insieme diciamo Giù le mani dalla spiagge libere, a tutti quegli amministratori e balneari che stanno ipotizzando ampliamenti delle concessioni per allargare gli ombrelloni in affitto a discapito del mare libero, o addirittura di fare gestire le spiagge libere proprio dai balneari».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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