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Coppie, boom di divorzi post Covid

C’eravamo tanto amati, poi arrivò il lockdown. La convivenza forzata imposta dalla quarantena è stato un banco di prova importante per le coppie: 55 giorni passati fianco a fianco possono rafforzare legami o diventare l’anticamera di crisi profonde e insanabili anche nelle unioni che sembravano più stabili.

Dai primi dati che arrivano dalla Cina, primo paese ad aver adottato la misura estrema della chiusura totale per contenere il contagio da Coronavirus, emerge un quadro preoccupante per la tenuta delle famiglie nell’era post-Covid. Nel giro di poco tempo infatti il trend delle domande di divorzio è aumentato di circa 4 volte rispetto al periodo precedente all’epidemia. La stessa situazione si è verificata anche in Turchia e negli Stati Uniti.

L’effetto delle misure restrittive e della quarantena legate al Coronavirus si ripercuotono quindi sui matrimoni. Se le coppie sposate non sono in grado di prendere decisioni congiunte e non hanno una buona comunicazione, hanno problemi di base nel loro matrimonio. Questi problemi vengono chiaramente amplificati in una situazione limite come quella della quarantena e accelerano la fine di un matrimonio o di una convivenza.

Cosa succederà alle coppie in Italia

Si può supporre quindi che la stessa situazione si verificherà presto anche in Italia e produrrà un sovraccarico di lavoro per avvocati e tribunali che, con la ripresa delle udienze dovranno gestire le domande di divorzio presentate prima della quarantena e quelle che probabilmente di aggiungeranno come conseguenza della quarantena.

“Riuscire a fornire dati esaustivi sul fenomeno non è ancora possibile, ma da qualche settimana sto ricevendo circa il doppio delle richieste di informazioni per procedere alla separazione legale o per rendere effettivo il divorzio. – Commenta l’Avvocato Valentina Ruggiero, esperta in diritto di famiglia.

Questa situazione ha fatto esplodere tensioni latenti o ha esasperato situazioni già critiche, portando i partner alla decisione di prendere strade diverse.

“Dato, però, il forte carico di stress emotivo degli ultimi due mesi, il mio primo consiglio è quello di valutare bene insieme al partner, per capire se si tratti di una crisi dovuta al momento o se, effettivamente, il rapporto è arrivato al capolinea”.

 

Coppie
Coppie, con il lockdown la lite è dietro l’angolo

Consigli per salvare il salvabile

  1. Smart working. Il lockdown ha portato molti a svolgere il proprio lavoro da casa. Quando a lavorare con questa modalità sono entrambi i componenti di una coppia, possono verificarsi due casi limite: c’è chi alza confini invalicabili, barricandosi in una stanza e uscendone solo per pranzo e cena, e chi mescola doveri e chiacchiere in un caos continuo. La via di mezzo ottimale sarebbe quella di  fissare confini flessibili mettendosi d’accordo per una pausa caffè o per qualche messaggio scherzoso.
  2. Incertezza sul futuro. Con il protrarsi del clima di incertezza provocato dalle conseguenze economiche del Coronavirus, possono capitare momenti di sconforto: manterrò il mio lavoro? Continuerò a guadagnare lo stesso stipendio? Quanto potrà andare avanti la mia azienda in queste condizioni? La soluzione, in questi casi, è che chi si trova dalla parte migliore si predisponga all’ascolto e all’accoglienza dello sfogo.
  3.  Ottimista vs apocalittico. Può capitare che i partner abbiano visioni diverse sulla pandemia: chi minimizza il tutto ad una influenza e chi invece prevede l’estinzione del genere umano. Anche in questo caso la suzione sta nel mezzo: bisogna quindi immaginare le questioni controverse come se si fosse su un’altalena( emotivo/razionale; pessimista/ottimista, ecc…). Proprio come su un’altalena se ti trovi in alto spingi un po’ verso il basso e di rimando il partner scenderà quasi pari a te.
  4. I cambiamenti. il Coronavirus modificherà parecchie cose rispetto alla società che conoscevamo nel passato. Marshall suggerisce che tendenzialmente il cervello umano non riesce a percepire le opportunità quando vive un pericolo, quindi invece di parlare di problemi meglio parlare di momenti in cui le cose hanno funzionato.

 

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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