Servizio ferroviario, MC invita a segnalare eventuale sovraffollamento sui treni

Servizio ferroviario, MC invita a segnalare eventuale sovraffollamento sui treni

C’è un’immagine che racconta bene le differenze nel trasporto ferroviario italiano. Il grafico sull’offerta di treni in Italia, con una marcata linea rossa che corre da Nord fino a Roma e Napoli. Di lato, sulla linea adriatica, e al Sud c’è quasi il vuoto. O comunque c’è molto poco. Si deve dunque partire da qui nell’analisi di Pendolaria 2021, il nuovo dossier di Legambiente che come tutti gli anni racconta il trasporto ferroviario in Italia.

 

 

grafico offerta treni
Offerta treni rete ferroviaria italiana 2021. Pendolaria 2021

 

Il trasporto ferroviario e il Next Generation EU

Il 2020 è stato un anno complicato per chi si muove in treno a causa della “tempesta del Covid”.

Allo stesso tempo, si legge nel dossier, «l’Europa si è svegliata da un lungo torpore ed ha deciso di investire sul futuro, con un programma straordinario di investimenti e riforme, Next Generation EU, con l’obiettivo di aiutare i Paesi a uscire dalla crisi e di puntare su un futuro più green, digitale e giusto. Per il trasporto su ferro lo scenario che si apre è di grande interesse, perché sono previsti investimenti importanti che possono consentire di recuperare ritardi infrastrutturali e di collegare con la mobilità sostenibile aree del Paese, Comuni e quartieri che oggi ne sono sprovvisti».

Il rapporto si concentra dunque soprattutto sui cambiamenti che si possono aprire col Recovery Plan.

«Per l’Italia, è proprio il caso di dirlo, è uno di quei treni che “passano una volta sola”, ma una buona parte del Paese rischia di attenderlo sul binario sbagliato: il Next Generation EU – dice Legambiente – potrebbe rappresentare la svolta per un trasporto su ferro sostenibile, se le risorse europee disponibili fossero accompagnate da una chiara e puntuale visione di obiettivi, riforme e investimenti che da qui al 2030 guardino in primo luogo agli spostamenti nelle aree urbane e alla rete ferroviaria del Sud. Una visione che finora è mancata».

La pandemia conferma i disagi per i pendolari

Il quadro generale del trasporto ferroviario in Italia dice che, negli ultimi due anni, non si sono inaugurate nuove linee metro. I passeggeri sono stati in crescita (almeno fino al lockdown di marzo) sia sui treni regionali che sulle metro, ma con differenze notevoli fra Nord e Sud.

«Fino all’8 marzo 2020, data di inizio del lockdown, i segnali per il trasporto ferroviario erano positivi ovunque, con numeri in crescita dalle metro all’alta velocità – dice Legambiente Ma con la pandemia, la riduzione degli spostamenti e le limitazioni al riempimento massimo per garantire il distanziamento, a pagare i disagi maggiori sono i pendolari delle linee peggiori d’Italia che, purtroppo, si confermano senza miglioramenti».

La situazione pre-pandemia evidenzia un fenomeno ricorrente. C’è stato un aumento di passeggeri sui treni dell’Alta Velocità di Trenitalia: sono passati da 6,5 milioni del 2008 a 40 milioni nel 2019. L’aumento del più 515% è legato al raddoppio dei convogli ad alta velocità. Al di fuori di questa direttrice, però, il trasporto ferroviario è peggiorato negli ultimi anni.

«Per gli Intercity, l’offerta in termini di treni*km nel 2019 è scesa del 16,7% rispetto al 2010, così come il numero dei viaggiatori, crollato del 45,9%».

 

cura del ferro pendolaria
Cura del ferro città italiane – progetti per il 2030. Pendolaria 2021

 

Treni regionali e metro

Fra il 2018 e il 2019 sono aumentati i passeggeri sui treni regionali e metropolitani. Sono (erano) più di 6 milioni ogni giorno, con un aumento annuale del 7,4%. Sono quasi 3 milioni di viaggi giornalieri sui treni regionali e oltre 3 milioni di spostamenti quotidiani nelle linee metropolitane delle città in cui c’è la metro.

«Ma la crescita complessiva dei passeggeri nel trasporto ferroviario regionale – aggiunge Legambiente – nasconde differenze rilevanti tra le diverse aree del Paese e tra i gestori del servizio: se in alcune Regioni, infatti, il numero degli spostamenti in treno è quasi raddoppiato tra il 2011 e il 2019, in altre si è assistito a un calo anche importante, tra esse Campania (-44%), Molise (-11%), Abruzzo (-19%), Calabria (-25%) e Basilicata (-35%). Purtroppo, sulle linee peggiori d’Italia, quelle che da anni raccontate con Pendolaria, la situazione è stata quanto mai difficile, di sovraffollamento e disagio per i pendolari».

E la situazione non è migliorata neanche quest’anno nelle linee che da tempo sono “maglia nera” per i pendolari, come Cumana, Circumflegrea e Circumvesuviana di Napoli, la Roma Nord e la Roma-Lido di Ostia. Qui la situazione è drammatica da anni, con un servizio carente, treni vecchi e stazioni in condizioni critiche. Con la pandemia si sono aggiunti gli assembramenti dovuti alla soppressione delle corse e l’impossibilità di mantenere il distanziamento.

I ritardi nelle città e nel Sud

Nelle città la situazione continua a essere critica. Aggiunge Legambiente: «Negli ultimi due anni (2019-2020) in Italia non è stato inaugurato nemmeno un chilometro di linee metropolitane. È aumentato purtroppo il distacco tra le città italiane e quelle europee, proprio laddove più rilevanti sono i ritardi: la dotazione di metro, tram e ferrovie urbane per i pendolari. Occorre dunque cambiare le priorità infrastrutturali».

C’è poi il ritardo infrastrutturale del Sud, dove ci sono meno treni in circolazione e più lenti, nonché il maggior numero di linee a binario unico e non elettrificate.

«Tutti i dati pre-pandemia confermano la voglia degli italiani di prendere treni, metro e tram, lasciando a casa l’auto. Con il Recovery Plan – dice Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – dobbiamo accelerare questa prospettiva attraverso investimenti e riforme non più rinviabili, dal recupero dei ritardi infrastrutturali nelle aree metropolitane all’elettrificazione delle linee ferroviarie al Sud, al potenziamento delle linee nazionali secondarie. Un cambiamento è possibile».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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