Nel 2013 ogni italiano ha consumato in media 1,7 dosi di farmaci al giorno. Il 70,4% di questi farmaci è stato erogato a carico del Servizio Sanitario Nazionale e il restante 29,6% è stato acquistato direttamente dal cittadino (acquisto privato di classe A, classe C con ricetta e automedicazione). La spesa farmaceutica totale, pubblica e privata, è stata pari a 26,1 miliardi di euro (+2,3% rispetto al 2012). Sono alcuni dei dati emersi dal Rapporto OSMED “L’uso dei farmaci in Italia” presentato oggi a Roma.
I medicinali per il sistema cardiovascolare si confermano la categoria maggiormente consumata dagli italiani, seguita dai farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo, dai farmaci del sangue ed organi emopoietici, dai farmaci del Sistema Nervoso Centrale e dai farmaci dell’apparato respiratorio.
Le donne consumano più farmaci degli uomini, in particolare nella fascia di età 15-64 anni con una differenza media tra i due sessi dell’8%.
Dai dati ASL emergono bassi livelli di aderenza, principalmente per i farmaci per i disturbi ostruttivi delle vie respiratorie, gli antidepressivi e i farmaci per la prevenzione del rischio cardiovascolare. Livelli di inappropriatezza si registrano soprattutto nell’utilizzo degli inibitori di pompa, degli antibiotici e degli inibitori della dipeptidil-peptidasi IV.
Anche nel 2013 si conferma la variabilità regionale nel consumo per area terapeutica. L’Umbria è la prima per consumo di farmaci per l’ipertensione e lo scompenso cardiaco, la Sicilia per gli antiacidi e gli antiulcera e la Campania per antiaggreganti e anticoagulanti e antibiotici.
Per i farmaci in regime di assistenza convenzionata di Classe A-SSN, il Lazio è la Regione con maggiori consumi, seguita da Calabria e Sicilia. La Sicilia è la Regione con la spesa lorda procapite maggiore, seguita dalla Campania e dalla Puglia. La Provincia Autonoma di Bolzano registra la spesa pro capite più bassa e il minor consumo.
I farmaci a brevetto scaduto hanno rappresentato il 64,3% delle dosi e il 41,5% della spesa netta (con un aumento del 3,8% rispetto al 2012). Il 14,9% è costituito dai farmaci equivalenti (erano il 13,4% nel 2012). Migliora il sistema di farmacovigilanza: le segnalazioni di sospette reazioni avverse crescono del 41% rispetto al 2012. Oltre la metà è pervenuta da medici ospedalieri. Ancora basse le segnalazioni dai medici di medicina generale. Lombardia e Toscana rappresentano il 45% delle segnalazioni complessive.


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