Fa discutere il nuovo indicatore Isee approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri: nel computo dei redditi ci sono anche i trattamenti assistenziali e questo suscita la protesta di Cittadinanzattiva. “Esprimiamo tutta la nostra contrarietà rispetto alla scelta fatta con il nuovo regolamento Isee di considerare nel computo dei redditi del nucleo familiare anche i trattamenti assistenziali, come le pensioni sociali, le indennità di accompagnamento e quelle di frequenza. E’ inaccettabile che si sia scelto di considerare tali provvidenze vere e proprie “fonti di reddito” – denuncia  Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva – E’ la dimostrazione di come oggi le politiche pubbliche rispondano ad esigenze di “cassa” piuttosto che ai reali bisogni delle persone e dei nuclei familiari,  sempre più in difficoltà dal punto di vista  dei redditi e dell’accesso ai servizi socio-sanitari pubblici”.
“L’aspetto grave della vicenda consiste nel fatto che tale principio, introdotto nel nostro Ordinamento attraverso la Legge 214/2011 e fortemente contestato dalle Organizzazioni civiche e delle persone con disabilità, sia stato riconfermato inopinatamente nella  Legge di stabilità, attraverso la bocciatura degli emendamenti che ne proponevano la abrogazione. A questo punto – ha concluso Aceti – visto che la Legge di Stabilità è ancora in discussione alla Camera dei Deputati, chiediamo formalmente al Governo e al Parlamento di abrogare questa norma. Altrimenti si assuma la responsabilità di spiegare il perché ai cittadini”.


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