OSSERVATORIO. Mutui, continua la corsa al rialzo degli spread

Per riuscire a risparmiare in questi tempi di crisi senza rinunciare al sogno, di molti cittadini, di liberarsi dell’affitto e acquistare una casa, è senza dubbio utile servirsi degli strumenti a disposizione in rete che permettono di confrontare i mutui migliori, comparandone le rate e i tassi di interesse relativi e stilando i primi preventivi di spesa.

Non si ferma, infatti, la corsa al rialzo degli spread sui mutui: dopo i primi rincari registrati in settembre, è arrivata ora una nuova stretta da parte delle banche che fino a questo momento avevano resistito, in particolare gli istituti on line. Il ricarico che le banche applicano sui tassi (Euribor per i mutui variabili, Eurirs per i mutui fissi) arriva in alcuni casi a superare il 2%.

I motivi di questi rincari sono in parte dovuti ai maggiori costi sostenuti dagli istituti di credito per finanziarsi, che vengono “scaricati” sui clienti. C’è però anche un’altra ragione che spinge le banche ad alzare gli spread, ovvero la volontà di chiudere almeno per il momento i rubinetti del credito, in attesa che il mercato interbancario si stabilizzi. Una situazione che si ritorce contro i consumatori che vogliono richiedere un mutuo, o che l’hanno già chiesto e sono in attesa dell’approvazione da parte della banca.

Le politiche sugli spread applicati ai mutui variano da istituto a istituto. Alcune banche “bloccano” lo spread per un certo periodo di tempo dal giorno del preventivo: in questo modo il cliente ha la garanzia di ottenere lo spread concordato se stipula il mutuo entro il termine previsto. E’ questo il caso, per esempio, di Cariparma, che congela lo spread per 8 mesi, e di ING Direct, la banca di mutuo arancio, che blocca lo spread preventivato fino a una data limite, che può variare a seconda del contratto.

Altri istituti, come Bnl e Intesa Sanpaolo, considerano valido lo spread concordato in fase pre contrattuale per il mese in cui viene fatto il preventivo: se la stipula del mutuo avviene in un mese successivo, però, il tasso potrebbe anche subire variazioni senza che il cliente lo sappia in anticipo.
Infine, alcuni istituti comunicano lo spread definitivo con il documento di delibera (che in genere viene ultimato da una settimana a un mese dopo che il cliente ha consegnato la documentazione di mutuo in filiale). La delibera blocca lo spread da un minimo di 60 giorni a un massimo di 180 giorni.

Chi ha intenzione di richiedere un mutuo, può avere una panoramica delle offerte più vantaggiose sul mercato utilizzando SuperMoney, il portale per il confronto dei mutui on line, che permette di valutare le proposte di 40 banche e di trovare quella più adatta al proprio profilo.

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