File ai supermercati
File ai supermercati. L’assalto ai carrelli nel cuore della notte in barba al decreto “Io resto a casa”
Il Governo raccomanda “Restate a casa” ma nella notte file ai supermercati a caccia di cibo e scorte anti- Coronavirus. Coldiretti: “Gli approvvigionamenti non mancheranno”
Restiamo a casa. Quella che fino a ieri sera alle 21.30 era una raccomandazione consigliata per preservare la salute di tutti, da oggi è una legge dello Stato.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte ha firmato il Dpcm del 9 marzo che mette tutta l’Italia in zona di protezione per cercare di contenere l’espansione dei contagi da Coronavirus.
Essere in zona di protezione vuol dire che gli assembramenti di persone all’interno e all’esterno saranno vietati e i nostri spostamenti quotidiani fuori dalle mura domestiche dovranno essere praticamente ridotti alle sole reali necessità, come ad esempio “fare la spesa”.
Le file ai supermercati
Neanche il tempo di dirlo che fuori dai supermercati di tutta Italia è partita la corsa al carrello e le file affollate davanti alle porte d’entrata.
Eppure nel decreto è ben precisato che nessun negozio di generi alimentari verrà chiuso e che gli approvvigionamenti saranno sempre garantiti. Ma la paura è difficile da contenere, così come il virus se continua a lasciarsi trasportare dagli istinti primordiali e dai bisogni non reali.
Paura e bisogni che in questo caso non hanno motivo visto che con l’aumento record del 6,8% della produzione di alimenti e bevande a gennaio ci sono tutte le condizioni per garantire gli approvvigionamenti di mercati, negozi e supermercati dove vanno evitati inutili e pericolosi affollamenti.
“L’approvvigionamento alimentare è garantito grazie al lavoro di 740mila aziende agricole, 70mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione tra negozi, supermercati, discount e mercati”, sottolinea Coldiretti.
Gli approvvigionamenti non mancheranno
Una filiera che allargata dai campi agli scaffali fino alla ristorazione vale 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil e vede impegnati al lavoro 3,8 milioni di persone per garantire l’approvvigionamento alimentare all’intera popolazione nonostante il fatto che – sottolinea la Coldiretti – l’espansione del Covid-19 stia provocando gravi difficoltà produttive, logistiche e commerciali a livello nazionale, senza dimenticare i pesanti danni di immagine e gli effetti del crollo del turismo che è sempre stato un elemento di traino del Made in Italy agroalimentare all’estero, amplificato dallo stop forzato alle Fiere che sono un momento importante di promozione.
Nei centri minori, fondamentali i piccoli mercati
Importante nelle grandi città e nei centri minori è il ruolo dei mercato degli agricoltori che garantiscono gli approvvigionamenti alimentari e mantengono vivo il tessuto produttivo locale con l’offerta dei prodotti del territorio a chilometri zero.
Fondamentale adottare tutte le precauzioni per garantire la sicurezza con la disponibilità di disinfettanti, l’invito a non toccare la merce e ingressi contingentati per evitare affollamenti ma anche iniziative per l’ordinazione e la consegna a domicilio della spesa.
Ancora una volta, e non ci stancheremo mai di farlo per tutto il tempo (speriamo breve) dell’emergenza, ripetiamo l’appello a #Restareacasa.

