Zootecnia, la proposta di legge per l'etichetta
Zootecnia, una proposta di legge per un’etichettatura in base al metodo di allevamento
L’iniziativa nasce dal sempre più evidente bisogno di chiarezza riguardo alle informazioni veicolate sulle etichette della zootecnia
Un sistema nazionale univoco e volontario di etichettatura in zootecnia che, con una chiara grafica, tuteli i cittadini veicolando informazioni trasparenti. È questa la proposta presentata questa mattina in conferenza stampa su Facebook da CIWF Italia e Legambiente. Il sistema prevede più livelli per ogni specie che siano distinguibili attraverso l’indicazione del metodo di allevamento e l’eventuale uso delle gabbie.
L’iniziativa nasce dal sempre più evidente bisogno di chiarezza riguardo alle informazioni veicolate sulle etichette. Infatti, mentre cresce l’interesse dei cittadini sulle condizioni degli animali negli allevamenti, le etichette sui prodotti di origine animale sono sempre più vaghe, spesso fuorvianti, confondendo i consumatori invece che aiutarli nella scelta dei prodotti.

Etichettatura zootecnia, vantaggio per gli allevatori virtuosi
La penalizzazione derivante da questa situazione non riguarda solo gli animali e i consumatori, ma anche gli allevatori. Chi, infatti, si impegna a fare meglio, viene penalizzato perché non c’è modo per farsi riconoscere nella giungla dei claim “benessere animale”, “genuino”e “naturale”. Allo stato attuale, però, nessuna norma univoca nazionale riconosce valore al suo impegno.
“Nonostante la crescente sensibilità dei cittadini in Italia manca una certificazione univoca e volontaria, ma garantita dal pubblico, sul benessere animale in zootecnia. Raccogliendo l’appello di Legambiente e CIWF Italia ho quindi presentato la proposta di legge n. 2403 per la sua istituzione”- dichiara la deputata LeU, Rossella Muroni prima firmataria della proposta di legge.
Premiare gli allevatori più attenti
L’etichettatura secondo il metodo di allevamento non è solo un mezzo fondamentale per permettere ai cittadini di fare scelte più consapevoli e rispettose del benessere animale, è anche uno strumento a disposizione del Governo per indirizzare i fondi verso allevamenti che hanno migliori caratteristiche di sostenibilità, producono prodotti con migliori qualità nutrizionali, hanno bisogno di un minore uso di antibiotici, e possono quindi diventare la cifra del nostro Made in Italy all’estero.
La transizione verso un sistema alimentare sostenibile è sempre più necessaria nel momento in cui il cibo viene sempre più percepito come bene comune e non abbiamo solo bisogno di “sfamare” i cittadini, ma di nutrirli con cibo sano, prodotto con ridotti impatti – e relativi costi economici per la società – sull’ambiente e la salute umana, tutelando così non solo gli animali, ma anche gli allevatori.
“Questa etichettatura potrà fornire ai cittadini le informazioni necessarie per capire le vere condizioni di vita degli animali da cui derivano i prodotti che consumano. Darà poi agli allevatori virtuosi la visibilità che meritano e a quelli che vorrebbero migliorare un incentivo per farlo. E, così facendo, incentivando il mondo produttivo a cambiare, potrà dare a molti animali una vita migliore”- afferma Annamaria Pisapia, direttrice di CIWF Italia Onlus.

