Consumatori di prodotti bio, chi sono e cosa cercano
Consumatori di prodotti bio, ecco chi sono e cosa cercano
L’Osservatorio Sana 2021 sul biologico restituisce la fotografia del mercato del bio in Italia. E fotografa l’identikit di chi compra bio. Ecco chi sono e cosa cercano i consumatori di prodotti bio
Il bio è uscito dalla nicchia ed è ora una caratteristica del carrello della spesa. E i consumatori di prodotti bio sono sempre di più. Nell’ultimo anno quasi nove famiglie su dieci hanno comprato almeno una volta un prodotto biologico.
«E il bio non è di certo una moda: in oltre la metà delle famiglie italiane (54%), cibo e bevande bio si consumano almeno una volta a settimana e per il 50% dei responsabili degli acquisti alimentari il biologico nel carrello rappresenta sempre la prima scelta, soprattutto per alcune categorie di prodotti come frutta, verdura e uova» (Nomisma per Sana 2021).

Osservatorio Sana 2021: il mercato del bio in Italia
È quanto afferma l’Osservatorio Sana 2021, che fotografa il mercato italiano del bio e il profilo del consumatore italiano di bio (a cura di Nomisma per Sana 2021).
Certamente, il profilo del consumatore di bio è dettagliato. Se la base dei consumatori si è infatti ampliata nel tempo, è pur vero che i più frequenti consumatori di bio hanno reddito e titolo di studio medio-alti. Incide anche la composizione familiare: dove ci sono bambini piccoli, ci sono più consumatori di bio. Incidono poi le scelte di vita e di alimentazione, per cui i consumatori bio sono di più fra vegetariani e vegani.
Il mercato del bio in Italia esibisce buoni numeri. Le vendite alimentari bio nel mercato italiano, in tutti i canali, hanno raggiunto nel 2021 i 4,6 miliardi di euro (fonte Osservatorio SANA 2021 curato da Nomisma su survey dirette, dati Nielsen. AssoBio, Ismea, Agenzia ICE). Segnano un aumento del +5% rispetto allo scorso anno (anno terminante a luglio 2021 sullo stesso periodo del 2020). La crescita è del 133% dal 2011 al 2021.
La fetta più importante del mercato sono i consumi domestici, at home, con un valore di oltre 3,8 miliardi di euro, più 4% sul 2020. La distribuzione moderna è il primo canale di riferimento e nel 2021 pesa per il 56% del totale dei consumi At Home con una crescita del +2% sul 2020.
I prodotti bio più venduti sono uova, confetture e spalmabili a base di frutta, bevande vegetali.
Sono dunque aumentati i consumi domestici. E questo, si legge nella nota dell’Osservatorio Sana, «riflette il progressivo ampliamento della consumer base (almeno una occasione di acquisto negli ultimi 12 mesi) che nel 2021 ha raggiunto ormai l’89% delle famiglie (nel 2012 questa percentuale era del 53%). Questo significa che oggi quasi 9 famiglie su 10 hanno acquistato almeno una volta nell’ultimo anno un prodotto biologico e che in soli 9 anni il numero di famiglie acquirenti è aumentato di circa 10 milioni».

I consumatori di bio in Italia
Se il biologico è sempre più diffuso e mosso anche da scelte etiche, di salute e sicurezza (quelle che motivano l’acquisto ripetuto nel tempo) è pur vero che i consumatori di bio hanno un profilo abbastanza definito. Medio alto reddito, istruzione, famiglie con bambini piccoli, vegetariani e vegani sono le fasce che più spingono sul biologico se si parla di “frequent user bio”, consumatori frequenti e abituali.
«Diversi sono i fattori che incidono sull’interesse verso i prodotti bio: in primis – dice l’Osservatorio Sana – il reddito e il titolo di studio (la quota di frequent user è più alta tra i responsabili di acquisto con reddito mensile e titoli di studio medio-alti), ma anche la composizione del nucleo familiare (dove ci sono figli e, in particolare, bambini con meno di 12 anni, la percentuale di user abituali cresce fino al 62%). Anche le abitudini alimentari influenzano il consumo frequente di prodotti bio: nelle famiglie in cui ci sono vegetariani o vegani il tasso di frequent user bio sale al 76%».
Molte famiglie non hanno cambiato abitudini di acquisto neanche in pandemia. «Il 62% degli user bio, infatti, continua a comprare bio come nel pre-Covid e il 25% ha addirittura aumentato la propria spesa, spinto da necessità salutistiche e scelte sostenibili sempre più impellenti».

Cosa cercano i consumatori di bio?
Fra i motivi del primo acquisto si segnala di sicuro la curiosità (57%) ma anche la voglia di mettere a tavola prodotti di elevata qualità che garantiscano benefici sulla salute (64%) poiché privi di pesticidi e chimica di sintesi.
Fra le caratteristiche più ricercate nel biologico c’è la provenienza: il 57% decide di comprare un prodotto bio se gli ingredienti sono di origine italiana e il 37% se la sua provenienza è locale o a km zero.
Etica, salute e sicurezza sono le ragioni che spiegano l’acquisto ripetuto. Sono motivi che attengono all’assenza di pesticidi, al rispetto per l’ambiente e la tutela della biodiversità; alla qualità del prodotto; al rispetto del benessere animale, al sostegno ai piccoli agricoltori.
«Tra i fattori che invece continuano ad attrarre i consumatori abituali, compaiono anche altri valori che il bio incorpora, primo tra tutti la sostenibilità: il rispetto della biodiversità, del suolo, il benessere animale ma anche il giusto compenso per i lavoratori agricoli che lo producono rappresentano dei buoni motivi per comprare un prodotto alimentare biologico secondo il 39% dei consumatori».
Last but non least, la confezione. «Anche le caratteristiche della confezione sono importanti nelle scelte di acquisto: il packaging del prodotto bio deve essere sostenibile, il che si traduce, per il 52% dei consumatori, in una confezione riciclabile al 100% oppure totalmente compostabile (per un altro 27%)».

