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Uova cage free, la scelta di Gros

Gros sceglie le uova cage free e si impegna a superare le gabbie per le galline ovaiole. Va dunque verso le uova cage free l’impegno del gruppo di distribuzione, pubblicato online. Il gruppo Gros «considera il benessere animale parte integrante dei principi di responsabilità sociale che regolano le politiche aziendali. Considerando il confinamento in gabbia delle galline una pratica negativa per il benessere degli animali, Gruppo GROS e tutte le insegne del gruppo si impegnano ad eliminare totalmente dal proprio approvvigionamento uova (in guscio, liquide e ovoprodotti) provenienti da allevamenti in gabbia entro il 2024».

Gros dichiara inoltre che in parallelo a compatibilmente con il graduale ammodernamento degli standard di allevamento, inizierà un percorso di lavoro sui sistemi combinati affinché anche questi siano eliminati dal proprio approvvigionamento.

 

Campagna contro le gabbie
Uova non da gabbie, la situazione in Italia

 

Animal Equality: passo avanti per gli animali

Un passo avanti per gli animali, commenta l’associazione Animal Equality, che da maggio di quest’anno ha portato avanti una campagna rivolta all’azienda romana con la richiesta di pubblicare un impegno sul sito a non rifornirsi da allevamenti di galline allevate in gabbia e da sistemi combinati.

Gros prende dunque le distanze dalle uova da galline in gabbia. Il gruppo di distribuzione riunisce 12 insegne di supermercati con oltre 150 punti vendita distribuiti sul territorio di Roma e provincia e la sua politica di benessere animale avrà un impatto su circa 500 mila animali.

Questo risultato, dicono da Animal Equality, arriva a seguito di altre due campagne internazionali condotte insieme alla coalizione Open Wing Alliance, con la quale Animal Equality ha lavorato per convincere altre due grandi aziende del settore alimentare, KFC e Subway, a fare la propria parte per gli animali.

«Dopo mesi di intense azioni online e di proteste, finalmente Gros ha fatto un passo avanti importante per gli animali, prendendo le distanze da una delle pratiche più crudeli dell’industria alimentare – dichiara Ombretta Alessandrini, coordinatrice del team campagne Animal Equality Italia – Ci auguriamo che ora anche altre insegne della Gdo italiana che non hanno ancora pubblicato una policy cage-free possano presto seguire l’esempio di gruppo Gros e di tanti altri player che hanno già dichiarato di prendere le distanze da questo metodo di allevamento crudele ed arcaico».

A luglio di quest’anno, la Commissione europea ha dichiarato di voler vietare le gabbie negli allevamenti in tutta Europa entro il 2027, a dimostrazione del fatto che la transizione cage-free è un tema sentito anche dalle istituzioni.

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