Campagna contro le gabbie

Uova non da gabbie, la situazione in Italia

Ci sono sempre meno uova da galline allevate in gabbia. In Italia ormai il 60% delle galline sono cage free: vengono allevate in sistemi alternativi alle gabbie, soprattutto allevamento a terra, poi biologico e all’aperto. Nel 2016 il rapporto era invertito.

Il dato viene rilanciato da Compassion in World Farming (Ciwf) Italia e fa riferimento alla Banca dati nazionale del Ministero della Salute.

A dicembre 2020 galline ovaiole e pollastre allevate in Italia sono poco più di 50 milioni. Il 40% di loro si trova in allevamenti in gabbia. Il 60% è invece allevato in sistemi alternativi alle gabbie, ossia biologico (4%), all’aperto (3%) e a terra (53%). La sigla parla di una «inarrestabile transizione» verso sistemi senza gabbie.

 

Uova cage free, in Italia sette aziende hanno raggiunto l'obiettivo 100% senza gabbie
Uova cage free, in Italia sette aziende hanno raggiunto l’obiettivo 100% senza gabbie

 

Uova non da gabbie, l’interesse dei consumatori

«Spinte dall’interesse dei consumatori, che con le loro scelte d’acquisto hanno chiaramente manifestato la preferenza per uova provenienti da allevamenti non in gabbia, in questi anni le aziende del settore alimentare sono andate incontro a una vera e propria rivoluzione, che sta portando a una transizione verso sistemi alternativi cage free», spiega il Ciwf Italia.

Del resto la sensibilità dei consumatori nei confronti di sistemi alternativi alle gabbie, e più in generale del benessere animale, è aumentato. Negli ultimi anni ci sono stati impegni crescenti nella direzione di un abbandono delle uova da galline allevate in gabbia e molte aziende riconoscono questi sistemi come insostenibili. Le gabbie sono crudeli per gli animali. E non piacciono neanche ai consumatori, come mostrano i trend di vendita che in Italia nel 2019 sono arrivati a registrare una flessione di quasi il 20% per le uova da allevamento in gabbia (Ciwf, dati 2019).

 

 

ciwf  Sistemi combinati con cancelletti aperti
Sistemi combinati con cancelletti aperti. Fonte: Ciwf Italia

 

Allevamenti e “falsi sistemi a terra”

Nell’allevamento in gabbia le galline non possono muoversi liberamente ed esprimere i loro comportamenti naturali. Nei sistemi a terra ben progettati, invece, hanno maggiore libertà di movimento.

Ciwf sottolinea però i limiti insiti in quelli che chiama “falsi sistemi a terra”. Si tratta di “sistemi combinati” che presentano diversi limiti per il benessere delle galline.

«Questi sistemi, infatti, prevedono la possibilità, permanente o temporanea, di confinare gli animali in gabbia attraverso la chiusura di cancelletti frontali – spiega Ciwf – e, anche quando i cancelletti sono aperti, possono limitare fortemente i movimenti degli animali e l’espressione di alcuni comportamenti naturali, a causa di alcune caratteristiche di questi sistemi».

La transizione cage free, per il superamento delle gabbie, significa dunque abbandonare anche i sistemi combinati e migliorare quelli presenti attraverso modifiche che aiutino a facilitare il movimento delle galline e permettano di evitare la possibilità di confinamento, come la rimozione dei cancelletti frontali e delle partizioni interne.

L’interesse verso il benessere animale

Ciwf collabora con le aziende produttrici di uova, col Gruppo Sabbatani e Fattoria Roberti (che si sono già impegnati ad abbandonare le gabbie e i sistemi combinati), e con il Gruppo Eurovo, realtà leader del settore e pioniera in Italia in tema di allevamento non in gabbia, che si è impegnata a eliminare le gabbie da tutti gli allevamenti di proprietà in Italia entro il 2022.

Dice la responsabile del settore alimentare in Italia di Ciwf Elisa Bianco: «Il benessere animale è un tema sempre più all’ordine del giorno per le aziende alimentari e i consumatori, ed è fondamentale investire in sistemi che siano in grado di rispondere alle richieste del mercato resistendo alla prova del tempo, per evitare di trovarsi con sistemi obsoleti prima che l’investimento iniziale sia stato ripagato. Abbiamo grande fiducia nel percorso che abbiamo avviato con i produttori di uova con cui collaboriamo e continueremo a collaborare con tutte le aziende alimentari per garantire la trasparenza delle informazioni e rispondere alle richieste dei consumatori, a partire dalla migliore libertà di movimento per gli animali».


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