Nel suo ultimo bollettino, l’Antitrust ha pubblicato la conclusione dell’istruttoria, avviata a novembre 2010, sui costi di manutenzione delle caldaie nel Comune di Potenza. L’Associazione Tutor dei consumatori aveva segnalato all’Autorità una situazione di restrizione della concorrenza derivante da un Protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune di Potenza con i rappresentanti locali di Confartigianato, Confindustria, Confcooperative, API Basilicata e Sindacato UIL, volto alla determinazione del prezzo che ciascun utente avrebbe dovuto pagare per la manutenzione obbligatoria del proprio impianto termico. In pratica dal 2007 i cittadini di Potenza erano obbligati a pagare 92 euro all’anno per la manutenzione obbligatoria della caldaia a gas e per il bollino.

L’Antitrust ha confermato l’esistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza, messa in atto da Confartigianato, Associazione degli Artigiani della Provincia di Potenza, Confindustria Basilicata, Confcooperative Basilicata e API Basilicata. Secondo il Garante, l’intesa ha limitato l’autonomia delle ditte di manutenzione nell’individuazione dei prezzi delle prestazioni professionali, vincolandole ad uniformare i propri comportamenti mediante l’applicazione dei prezzi indicati nel Protocollo d’intesa e nel contratto tipo, ostacolando la libera concorrenza di prezzo. L’Antitrust ha precisato anche che la grave la violazione della concorrenza "è stata sollecitata, promossa e avallata da un’autorità pubblica, ovvero il Comune di Potenza".

"Siamo soddisfatti – ha dichiarato il presidente dell’associazione Tutor dei consumatori, Dino Potenza – perché abbiamo sconfitto un cartello che era stato creato nell’interesse di pochi, a danno dei cittadini, ignorando il parere delle associazioni di consumatori. Il costo della manutenzione ora è libero e i cittadini possono cercare ditte con tariffe più basse, accessibili a tutti. La riduzione del costo è importante – continua Potenza – poiché favorisce la sicurezza nelle abitazioni e sappiamo che la mancanza di manutenzione può causare tragedie".

L’associazione aveva messo a disposizione tecnici convenzionati disponibili ad effettuare la manutenzione della caldaia a partire da 60 euro, iva e bollino inclusi. "Il Garante ha riconosciuto che la fissazione dei prezzi ha causato un evidente danno per i clienti finali, pertanto – afferma Dino Potenza – i cittadini che hanno pagato 92 euro all’anno dal 2007 al 2011 ora hanno diritto ad un risarcimento. Ciò considerato chiediamo al Comune di Potenza una giusta riduzione del costo del bollino per i prossimi anni".

Trattandosi di un caso esemplare in Italia, l’Autorità Garante ha chiaramente vietato l’adozione di comportamenti analoghi scrivendo all’Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani, e all’Upi, l’Unione province italiane. Anche la UIL Basilicata aveva firmato questo accordo svantaggioso per le famiglie, ma poi è stata esclusa dal provvedimento del Garante perché all’organizzazione non aderiscono nè imprese, né artigiani. "Prendiamo atto che il sindacato non è stato multato – conclude Dino Potenza – ma anche che non ha saputo tutelare l’interesse dei cittadini. Quando chiedemmo di rivedere il protocollo e di riconvocare le parti, il Comune neppure ci rispose. Siamo stati di conseguenza costretti a ricorrere al Garante".

 

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