Vendite al dettaglio

A marzo 2021 le vendite al dettaglio sono ferme nel confronto mensile. Mentre su base annuale segnano un aumento del 22,9%, con picchi altissimi per i prodotti non alimentari. Il motivo è presto detto: un anno fa c’era il lockdown, i negozi non alimentari erano chiusi, quindi le vendite erano ferme. Naturale che a distanza di un anno i valori siano al rialzo. Ma i dati diffusi oggi dall’Istat sulle vendite al dettaglio di marzo non piacciono alle associazioni dei consumatori che parlano di crisi dei consumi e di Italia Cenerentola d’Europa.

L’andamento delle vendite al dettaglio

I dati Istat, prima di tutto. L’Istituto stima a marzo 2021 una variazione congiunturale pressoché nulla per le vendite al dettaglio (-0,1% in valore e +0,1% in volume), sintesi di una crescita per i beni alimentari (+1,9% in valore e +1,7% in volume) e un calo per i non alimentari (-1,6% in valore e -1,1% in volume). Nel primo trimestre dell’anno, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio aumentano dello 0,2% in valore e diminuiscono dello 0,3% in volume.

Le vendite al dettaglio aumentano invece su base annuale. Rispetto a marzo 2020 c’è un aumento del 22,9% in valore e del 23,5% in volume.

Questo risultato, spiega l’Istat, «è dovuto in particolar modo alle vendite dei beni non alimentari che registrano un fortissimo aumento sia in valore sia in volume (rispettivamente +49,7% e +50,3%); in crescita, seppur in modo più contenuto, anche le vendite dei beni alimentari (+3,7% in valore e in volume)».

 

vendite al dettaglio
Istat, vendite al dettaglio prodotti non alimentari, marzo 2021

 

Vendite al dettaglio dei prodotti non alimentari

Le vendite al dettaglio dei prodotti non alimentari, nel confronto annuale, hanno tutte un andamento al rialzo. Particolarmente forte per alcuni settori: Giochi, giocattoli, sport e campeggio (+110,7%) e Foto-ottica e pellicole, supporti magnetici, strumenti musicali (109,2%), mentre per i Prodotti farmaceutici si evidenzia una crescita di minore entità (+0,7%).

Anche rispetto ai canali distributivi, rispetto a marzo 2020 le vendite al dettaglio aumentano ovunque: grande distribuzione (+17,0%), imprese operanti su piccole superfici (+27,8%), vendite al di fuori dei negozi (+43,8%) e commercio elettronico (+39,9%).

 

Effetto lockdown sulle vendite

Naturalmente questo andamento è conseguenza del lockdown di un anno fa, quando i negozi non essenziali erano chiusi.

Come rileva anche l’Istat, le vendite al dettaglio di marzo 2021 registrano «una sostanziale stazionarietà congiunturale», sono cioè ferme rispetto a febbraio.

«A ciò si contrappone un fortissimo incremento tendenziale che riflette i livelli particolarmente depressi che avevano caratterizzato marzo 2020, primo mese di chiusura forzata di molte attività commerciali a causa dell’emergenza sanitaria, in particolare nei settori non considerati essenziali. Ne derivano variazioni tendenziali positive eccezionalmente ampie delle vendite di beni non alimentari, con tassi di crescita mai osservati in precedenza per quasi tutti i prodotti e le varie tipologie distributive».

Consumatori: i consumi non ripartono

È una dinamica che le associazioni dei consumatori tengono in conto. Tanto è vero che il Codacons parla di numero deludenti e di consumi che non ripartono.

«Il 2021 doveva essere l’anno della ripartenza per i consumi, ma al momento i dati dell’Istat confermano come la spesa degli italiani sia ferma – dice il presidente Carlo Rienzi – Il confronto con le vendite del 2020 risulta fortemente alterato dal lockdown totale registrato a marzo dello scorso anno, ma se si analizza l’andamento trimestrale i numeri appaiono deludenti e al di sotto delle aspettative, con una diminuzione del -0,3% in volume che raggiunge il -0,6% in valore per i beni alimentari. L’Italia continua a vivere una fase di crisi sul fronte dei consumi, legata non solo alle misure anti-Covid, ma ad un generale impoverimento delle famiglie causato dall’emergenza sanitaria».

L’Unione Nazionale Consumatori parla di dati «scoraggianti». Dice il presidente dell’associazione Massimiliano Dona: «Se il rialzo annuo d’ora in poi sarà sempre ovvio e scontato, visto che da marzo 2020 gli italiani sperimentano il lockdown, e in quel mese c’era stato un tracollo mensile delle vendite in valore del 20,5%, -20,8% considerando gli indici aggiornati ad oggi, -37,2% considerando le sole vendite non alimentari, è invece grave e preoccupante che non ci sia alcun recupero su febbraio 2021. Insomma, se è vero che oggi il rialzo annuo è notevole, lo era anche il crollo dello scorso anno. Quello che conta, invece, è che l’Italia resta la Cenerentola d’Europa. Nonostante il dato di oggi dell’Istat non sia del tutto confrontabile con quelli resi noti ieri da Eurostat, che ad esempio include i carburanti, è comunque certo, vista la discrepanza, che l’Italia va peggio degli altri Paesi Ue che hanno registrato un rialzo delle vendite su febbraio del 2,6%, +2,7% nell’Eurozona».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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