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Caffè espresso, candidato a patrimonio immateriale dell'umanità

L’Italia candida il caffè espresso a patrimonio immateriale dell’umanità. Il Ministero delle Politiche agricole ha approvato all’unanimità la candidatura a patrimonio culturale immateriale dell’umanità del caffè espresso inteso come un vero e proprio rito, che è insieme occasione di socialità ed espressione di una cultura, e parte integrante dell’identità nazionale.

La candidatura viene poi trasmessa alla Commissione nazionale italiana per l’Unesco, che la deve approvare e trasmettere entro fine marzo a Parigi, sede storica dell’Unesco.

Il rito del caffè espresso

«In Italia il caffè è molto di più di una semplice bevanda: è un vero e proprio rito, è parte integrante della nostra identità nazionale ed è espressione della nostra socialità che ci contraddistingue nel mondo». Queste le parole con cui il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, ha annunciato l’approvazione all’unanimità da parte del Mipaaf della candidatura a patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco de “Il caffè espresso italiano tra cultura, rito, socialità e letteratura nelle comunità emblematiche da Venezia a Napoli”. (fonte: Ansa).

La candidatura del caffè espresso viene da lontano. Una campagna era già partita a ottobre 2020.

Di certo la conferma della candidatura intercetta il favore degli esercenti, alle prese lo scorso anno con le chiusure del lockdown e quest’anno con una situazione di grande incertezza legata sia all’andamento dei contagi sia ai prezzi delle materie prime e ai rincari generalizzati dei listini. Fipe-Confcommercio rivendica che il caffè espresso è “un rito inclusivo che ci rende unici al mondo”.

 

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il rito del caffè espresso italiano candidato a patrimonio dell’umanità

 

Fipe-Confcommercio: rito inclusivo e unico

«Dopo due anni in cui le nostre vite sono, di fatto, sospese a causa della pandemia, abbiamo bisogno di recuperare il valore delle nostre tradizioni, anche attraverso atti dal forte valore simbolico – ha detto Alessandro Cavo, presidente de “Gli Storici” e consigliere delegato di Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi – Per questo siamo estremamente felici che il ministero delle Politiche agricole e forestali abbia deciso di ufficializzare e sostenere la candidatura del caffè espresso italiano a Patrimonio immateriale dell’umanità presso l’Unesco. In questo modo saremo in grado di promuovere un’eccellenza tutta italiana, uno stile di vita inconfondibile e insostituibile, un rito inclusivo e unico, in tutto il mondo».

Caffè espresso e caro colazione

Il rito quotidiano non è facile da seguire ora, fra misure restrittive e aumento dei costi delle materie prime. I prezzi sembrano già in rialzo. Secondo recenti stime di Assoutenti, il caro colazione può modificare le abitudini dei consumatori anche per la colazione al bar. E quindi, per il tradizionale caffè espresso al bancone.

La colazione con cappuccino e cornetto consumata al bar, calcolava l’associazione solo a novembre, può passare da una media di 2,4 euro attuali al record di 3/4 euro come conseguenza dei rincari di latte, caffè, zucchero, farine, burro, con un aumento del +41,6%. Per la classica tazzina di caffè espresso, invece, i listini passano da 1,09 euro a 1,50 euro, con un aumento del +37,6%. Ma questa per ora è una storia diversa.


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Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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