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Caffè espresso italiano, parte la campagna perchè diventi patrimonio dell'umanità

Un rito individuale e collettivo. Un’occasione di socializzazione, la più semplice e immediata. Un espediente narrativo e cinematografico. Il caffè espresso è tutto questo e anche di più.

L’aroma di caffè è forse il primo profumo che emana dalle case degli italiani la mattina e il primo invito che si fanno le persone per conoscersi, per parlare di sé stesse e del mondo. Una consolazione, a volte. Un’occasione per pensare o per prendersi un momento di relax.

Il caffè si è conquistato una giornata tutta sua, oggi, la Giornata mondiale del caffè del 1° ottobre, celebrata da qualche anno e promossa in modo ufficiale nel 2015 per l’Expo di Milano. È proprio oggi, dunque, che parte la campagna che vuole sostenere la candidatura del Caffè espresso italiano a patrimonio immateriale dell’Umanità.

 

donna beve caffè

 

Oggi la giornata mondiale del caffè

La giornata internazionale del caffè è occasione per promuovere e celebrare il caffè come la bevanda più amata, dice l’ICO, Organizzazione internazionale del caffè. «È anche un’opportunità per promuovere pratiche sostenibili del caffè e per aumentare la consapevolezza per la difficile situazione dei coltivatori di caffè».

Quest’anno, come per tanti altri eventi, la giornata si inserisce nel contesto delle sfide poste dalla pandemia.

«La pandemia Covid-19 – dice l’ICO – è una crisi sanitaria globale con conseguenze economiche estreme che ha creato una situazione senza precedenti nel anche settore del caffè, incidendo negativamente sia sull’offerta che sulla domanda in parallelo per la prima volta. Anche prima del Covid-19, gli agricoltori stavano già lottando a causa dei bassi prezzi del caffè e delle sfide e delle minacce globali e ambientali».

Oggi l’Organizzazione internazionale del caffè lancia dunque “Coffee’s Next Generation“, un’iniziativa globale rivolta a giovani e imprenditori di talento ​​nel settore del caffè, con l’intento di trovare «soluzioni innovative e sostenibili per il settore del caffè, contribuendo a ricostruire un settore del caffè migliore, più equo e prospero».

Caffè espresso italiano, la campagna: diventi patrimonio Unesco

La comunità del caffè in senso ampio è dunque mobilitata. E in occasione di questa giornata il Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale ha annunciato l’arrivo della “Comunità del Rito del Caffè Espresso”. Serve a sostenere la candidatura del caffè espresso italiano a patrimonio immateriale dell’Umanità all’Unesco.

Parte dunque una raccolta di firme sul sito www.ritodelcaffe.it  con il coinvolgimento di tutti i componenti della Comunità invitati a partecipare, con un proprio contributo, alla creazione di un e-book.

«Tutti gli amanti dell’espresso – spiega una nota – potranno esaltarne il ruolo di straordinario espediente narrativo e raccontare un’esperienza personale legata al rito quotidiano per eccellenza, sotto forma di poesia, fotografia, racconto scritto o disegno, partecipando attivamente alla scrittura di quello che sarà una vera e propria raccolta scaricabile gratuitamente dai canali ufficiali della Comunità».

«Quello del caffè espresso in Italia è molto più di un rito quotidiano – spiega Giorgio Caballini di Sassoferrato, Presidente del Consorzio – Attorno a questo semplice gesto che milioni di italiani compiono ogni mattina ruota una parte fondamentale della nostra cultura e della nostra socialità. È un modo per ciascuno di noi di sentirsi parte di una comunità ed è anche il motivo per il quale noi, tutti insieme, intendiamo sostenere e tutelare un rito legato alle nostre tradizioni e alla nostra storia, che ci rappresenta e identifica in tutto il mondo».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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