Istat: sale la fiducia dei consumatori. Associazioni: dati destinati a peggiorare

Istat: sale la fiducia dei consumatori. Associazioni: dati destinati a peggiorare (Fonte immagine: Pixabay)

A luglio si stima una leggera flessione del clima di fiducia dei consumatori, che scende un po’ rispetto al mese di giugno 2020 (da 100,7 a 100,0).

Diminuiscono le componenti economica e futura del clima di fiducia dei consumatori (da 87,1 a 85,7 e da 105,6 a 104,2), mentre cresce sia la componente personale ( da 104,5 a 105,2) sia quella corrente (da 96,4 a 97,3). L’Istat fotografa oggi il clima di fiducia di consumatori e imprese, questa invece in salita per il secondo mese consecutivo (da 66,2 a 76,7).

«A luglio – commenta l’Istituto di statistica – il clima di fiducia delle imprese migliora per il secondo mese consecutivo, pur rimanendo ancora distante dai livelli precedenti l’emergenza sanitaria. La crescita, diffusa a tutti i settori, è più marcata per i servizi. Peraltro, i livelli raggiunti dagli indici rimangono storicamente contenuti ad eccezione delle costruzioni, dove l’indice torna a collocarsi sui livelli storicamente elevati registrati all’inizio del 2018. L’indice della fiducia dei consumatori, invece, dopo il recupero mostrato nel mese di giugno 2020, registra una lieve flessione, determinata dalla diminuzione del clima economico e di quello futuro».

 

Prezzi in rialzo_covid-19

 

I Consumatori: pessimo segnale, bisogna ridare capacità di spesa alle famiglie

Sono prospettive sgradite alle associazioni. Il calo della fiducia dei consumatori, dice il Codacons, è «un pessimo segnale per il paese, un dato inatteso considerata la ripresa delle aspettative delle famiglie registrata lo scorso giugno».

«La diminuzione dell’indice della fiducia rischia di avere ripercussioni pesanti sui consumi, in un momento in cui commercianti ed esercenti registrano una crisi nera, con ricavi giù del -40% e acquisti che stentano a riprendere quota nonostante le riaperture – dice il presidente dell’associazione Carlo Rienzi – Crediamo che il Governo debba fare di più per sostenere le famiglie, incrementare il potere d’acquisto e incentivare i consumi, poiché le misure fin qui adottate, come attestano i dati odierni dell’Istat, non hanno sortito gli effetti sperati e non hanno convinto gli italiani circa il futuro del paese».

Questa discesa del clima di fiducia è accolta con preoccupazione dall’Unione Nazionale Consumatori. «Male. Nonostante il Paese non sia ancora fuori pericolo, è evidente che non siamo più in emergenza Covid come nei mesi passati e che la situazione sanitaria è in continuo e costante miglioramento. Dopo una tempesta come quella trascorsa, quindi, era lecito attendersi il sereno, la quiete, un ulteriore rimbalzo di rinnovato ottimismo. Invece già si arretra rispetto al dato positivo di giugno», commenta il presidente UNC Massimiliano Dona.

Preoccupa, prosegue Dona, il clima economico in peggioramento e il giudizio sulla situazione economica della famiglia. «Se le famiglie non hanno fiducia nella loro condizione finanziaria, difficilmente torneranno a spendere. Per questo si deve ridare capacità di spesa agli italiani».


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