LLargo consumo, sempre più diffusa l’indicazione sulla riciclabilità del packaging

Largo consumo, sempre più diffusa l’indicazione sulla riciclabilità del packaging (Fonte immagine: Pixabay)

La sostenibilità si è confermata anche nel 2021 uno dei temi più significativi e pervasivi nel mondo del largo consumo in Italia. Ormai un prodotto su quattro presenta in etichetta un claim che ne comunica l’attenzione e l’impegno sul fronte del miglioramento dell’impatto ambientale: è quanto emerge dall’Osservatorio Immagino GS1 Italy.

Sono, infatti, oltre 32,7 mila i codici rilevati che presentano sulla confezione almeno uno dei 35 tra claim, certificazioni volontarie e bollini europei individuati dall’Osservatorio Immagino e suddivisi tra quattro aree tematiche: management sostenibile delle risorse, agricoltura e allevamento sostenibili, responsabilità sociale, rispetto degli animali.

Largo consumo, i claim sostenibili

La sostenibilità passa attraverso la scelta del packaging: cresce, infatti, l’utilizzo dei claim “riciclabile”, “con materiale riciclato” e “meno plastica”. Avanzano, inoltre, i prodotti confezionati in un packaging indicato in etichetta come “compostabile” e “biodegradabile”.

Sul fronte agricoltura e allevamento sostenibili, cresce l’interesse per i claim relativi a filiera/tracciabilità: latte Uht parzialmente scremato, verdura di quarta gamma (insalate miste), terza lavorazione bovino, pomodori sono state tra le categorie dalle migliori performance. Terza famiglia per numeri e giro d’affari è quella dei prodotti dichiarati “senza OGM”, come latte fermentato/kefir, bevande e yogurt di soia, yogurt funzionale.

Rilevano anche le performance dei prodotti “senza antibiotici”, con particolare riguardo a salmone affumicato, arrosti, affettati, uova, pollo e prodotti avicunicoli. In tema benessere degli animali, l’Osservatorio Immagino ha registrato un aumento dell’interesse per il claim “no cruelty” e per la certificazione MSC (Marine Stewardship Council).

Un focus sul packaging sostenibile

L’indicazione sulla riciclabilità dei packaging, come detto, è sempre più presente sulle confezioni dei prodotti di largo consumo venduti in Italia. Compare, infatti, sul 35,9% dei 128.111 prodotti rilevati in questa edizione dell’Osservatorio Immagino e risulta cresciuta di quasi cinque punti percentuali rispetto alla fotografia relativa al 2020.

 

La mappa delle informazioni sulla riciclabilità del packaging sulle etichette (Fonte Osservatorio Immagino)
La mappa delle informazioni sulla riciclabilità del packaging sulle etichette (Fonte Osservatorio Immagino)

 

Dunque, oggi – afferma l’Osservatorio – oltre un prodotto su tre venduto in supermercati e ipermercati comunica esplicitamente al consumatore come gestire le confezioni dopo l’uso o il consumo. In particolare, nel corso del 2021 è aumentata la percentuale dei prodotti in cui la confezione è totalmente o largamente riciclabile (84,4% della numerica) ed è diminuita quella dei prodotti con packaging non valorizzabili tramite la raccolta differenziata (4,2%).

Per quanto riguarda le categorie dei prodotti, al primo posto c’è ancora una volta il freddo: non solo è il comparto in cui viene maggiormente comunicata la riciclabilità del prodotto (60,2% dei prodotti), ma anche quello in cui questa indicazione è cresciuta maggiormente. Al secondo posto si conferma l’ortofrutta, con il 48,3% dei prodotti su cui è indicato come conferire il packaging, rispetto al 46,4% del 2020.

Spicca, inoltre, la crescita della drogheria alimentare e del fresco, del cura casa e delle carni. Mentre bevande (principalmente a causa del vetro), petcare e cura persona restano le aree merceologiche con le minori percentuali di prodotti con claim relativi alla sostenibilità dei packaging.

Largo consumo, la composizione delle confezioni riciclabili

Il 41,6% delle 46 mila referenze che riportano le indicazioni sulla riciclabilità è confezionato in packaging monomateriali. Seguono i prodotti con packaging composti da due materiali (34,7%) e da tre materiali (18,5%).

In particolare, tra le aree merceologiche, l’ortofrutta si è confermata anche nel 2021 quella con il maggior ricorso alle confezioni monomateriali, seguita dal petcare. Invece la drogheria alimentare è quella con il maggior numero di confezioni composte da più materiali, seguita dal cura persona, dal cura casa, dalle bevande e dal fresco.

Tra i comparti merceologici, anche nel 2021 i fuoripasto salati (90,8%), la pasta (84,6%), la frutta e i vegetali secchi (83,0%), i cereali e le zuppe (76,5%) si sono confermate le categorie con il maggior utilizzo di packaging monomateriale.


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Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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