frutta fresca

Ortofrutta protagonista a Macfrut. Consumi domestici in calo, sul settore pesa la guerra (foto pixabay)

Ortofrutta settore chiave per il made in Italy. Ma attenzione al calo dei consumi per gli italiani nel 2021 – meno 4% per la frutta e meno 3% per gli ortaggi – e alle ripercussioni geopolitiche della guerra in Ucraina.

Parte oggi Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta, in programma a Rimini fino al 6 maggio.

Ortofrutta settore chiave…

Protagonista delle tre giorni è l’ortofrutta, settore chiave del made in Italy che rappresenta – dicono i promotori – il 25,5% della produzione agricola nazionale con 1,2 milioni di ettari coltivati a frutta e verdura, per 300 mila aziende coinvolte. In valore il settore registra 15 miliardi di euro, un terzo dei quali dedicato all’export che ha raggiunto lo scorso anno la cifra record di 5,5 miliardi di euro (+6%) e un saldo della bilancia commerciale di oltre 1 miliardo di euro (Fonte Ice-Agenzia).

Nel mercato globale, l’Italia è l’ottavo esportatore di ortofrutta al mondo, e il secondo produttore in Europa dietro la Spagna. Nel 2021 l’Italia ha prodotto quasi 24 milioni di tonnellate di frutta e verdura, sostanzialmente in linea con l’anno precedente (-1%).

… ma nel 2021 consumi domestici in calo

Sono però in calo i consumi domestici di ortofrutta, che segnano un meno 3% e si attestano a poco meno di 6 milioni di tonnellate a volume, dopo il balzo del periodo pandemico.

La frutta ha registrato un meno 4%, con tre prodotti nella preferenza degli italiani: mele, arance e banane. In calo sono anche gli ortaggi che segnano meno 3%, con patate e pomodori che rappresentano la voce più corposa nella borsa della spesa (Fonte Cso Italy). Ogni famiglia ha acquistato 229 kg di frutta e verdura con una spesa media di 458 euro.

 

verdura ortaggi

 

Ortofrutta, Cia: effetto guerra e costi più alti fino al 70%

Attenzione però alle ripercussioni che una serie di problemi diversi ha avuto e avrà ancora sull’ortofrutta. L’effetto della guerra in Ucraina si fa sentire anche su questo settore con costi fino al 70% più alti, dice la Cia-Confederazione italiana agricoltori in un messaggio lanciato per Macfrut.

«L’aumento degli eventi climatici estremi con effetti diretti sui campi, i danni da insetti alieni come la cimice asiatica, la frammentazione della filiera e una catena del valore ancora non equa per gli agricoltori. L’ortofrutta italiana porta già sulle spalle il peso di problematiche non risolte – dice la Cia – ma ora le conseguenze della guerra in Ucraina rischiano di mettere definitivamente ko il settore. I rincari energetici, così come quelli di fertilizzanti, trasporti e imballaggi, hanno più che raddoppiato i costi correnti per la produzione di frutta e verdura, con incrementi tra il 65% e il 70% in particolare per l’orticoltura, e perdite di reddito che raggiungono anche l’80% nelle aziende specializzate, solo in parte compensate dal rialzo dei prezzi al consumo».

«Servono interventi immediati per difendere un settore fondamentale della nostra economia, che da solo rappresenta il 25% della produzione agricola italiana – dice il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino – Per far fronte ai contraccolpi della guerra e dei rincari di energia e materie prime, bisogna prevedere innanzitutto misure Ue per i ritiri dal mercato di prodotto ortofrutticolo eccedente da destinare agli indigenti; monitorare i flussi con valutazioni di impatto dedicate; sostenere con incentivi gli investimenti sulle produzioni orticole, particolarmente gravate dall’aumento dei costi, per frenare il rischio di contrazione delle superfici coltivate».


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