Olio extravergine di oliva, Finanza scopre 2,3 milioni di litri irregolari (foto pixabay)
Olio extravergine di oliva, Finanza scopre 2,3 milioni di litri irregolari
Guardia di Finanza e Mipaaf hanno scoperto 2 milioni e 300 mila litri di olio extravergine di oliva irregolare
Guardia di Finanza e Mipaaf scoprono 2 milioni e 300 mila litri di olio extravergine di oliva irregolare. Nell’operazione “Verum et Oleum” a tutela della produzione nazionale di olio extravergine d’oliva, Finanza e ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche agricole) hanno condotto 183 controlli con ispezioni verso operatori del settore oleario presenti in tutto il territorio nazionale e verso i principali porti di ingresso delle materie prime di provenienza estera.
Dopo una fase preliminare, caratterizzata dall’accurato esame delle banche dati e delle altre informazioni, sono partite le ispezioni congiunte nei siti di produzione e di ingresso delle materie prime utilizzate, spiega la Guardia di Finanza.
Olio extravergine di oliva irregolare
Oltre il 27% dei campioni di olio extravergine di oliva era irregolare.
«Il 27,2% dei campioni prelevati è risultato irregolare, per complessivi 2.300.000 litri di olio non conformi alla normativa comunitaria e nazionale – scrive la Guardia di Finanza –Dei 102 campioni prelevati e sottoposti ad analisi presso i laboratori dell’ICQRF, 25 sono risultati irregolari per qualità inferiore al dichiarato ossia per olio qualificato come extravergine di oliva, ma in realtà rilevato dalle analisi come vergine».
L’operazione ha portato alla denuncia di dieci persone e alla contestazione di 33 violazioni amministrative relative alla tenuta dei registri, alla compilazione della documentazione obbligatoria ed al mantenimento del requisito di tracciabilità, per un importo complessivo di oltre 10.000.000 di euro destinati al gettito erariale.
Contrasto alla contraffazione
L’operazione, spiega ancora la GdF, si inserisce nel contesto delle attività svolte da Guardia di Finanza e ICQRF sulla base del protocollo di collaborazione sottoscritto a luglio 2020 a contrasto alle frodi ed alla contraffazione nel settore agroalimentare, a tutela della produzione nazionale, degli interessi dei consumatori e dei mercati nonché degli interessi economici e finanziari dello Stato.
«L’olio Evo è uno dei prodotti sui quali si registrano i maggiori inganni a danno dei consumatori – commenta così l’operazione il Codacons – Più volte in passato analoghe indagini condotte in Italia avevano portato a scoprire come molte bottiglie di extra vergine d’oliva vendute nei negozi del nostro paese non fossero regolari, proprio perché contenenti olio di qualità inferiore rispetto al dichiarato. Un fenomeno quello della contraffazione sull’olio d’oliva che non solo rappresenta un illecito, ma danneggia enormemente le tasche di consumatori e imprese, attraverso uno sviamento delle scelte di acquisto dei cittadini ed effetti sui prezzi al dettaglio dei prodotti».

