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Paniere Istat 2022, entrano le voci della pandemia

I tamponi covid entrano nel paniere Istat 2022. Molecolari, rapiti e antigenici fai da te, insieme al test sierologico e al saturimetro. Entrano nel paniere Istat anche, per altri aspetti, la friggitrice ad aria, la sedia da pc e lo streaming di contenuti musicali.

Nuove abitudini di spesa familiari, molte legate alla pandemia, insieme a un ampliamento di prodotti che rappresentano consumi consolidati, entrano dunque nel paniere Istat del 2022 che oggi l’Istituto ha presentato nelle sue novità.

 

paniere istat 2022
Paniere Istat 2022

 

La pandemia nel paniere Istat 2022

Ogni anno infatti l’istituto di statistica rivede l’elenco dei prodotti che compongono il paniere di riferimento per la rilevazione dei prezzi al consumo, aggiornando le tecniche d’indagine e i pesi con i quali i diversi prodotti contribuiscono alla misura dell’inflazione.

Le novità del 2022, spiega l’Istat, riflettono dunque «la costante evoluzione dei comportamenti di spesa delle famiglie ma anche l’impatto di eventi, come la pandemia tuttora in corso, che condizionano le scelte d’acquisto e la struttura della spesa per consumi».

Tra i prodotti rappresentativi dell’evoluzione nelle abitudini di spesa delle famiglie e delle novità normative, entrano nel paniere 2022: sedia da PC, friggitrice ad aria, saturimetro, psicoterapia individuale, test sierologico, molecolare, rapido e test fai da te per Covid-19, poke take away, download film e streaming di contenuti musicali.

Fra i prodotti che rappresentano consumi consolidati, entrano nel paniere, tra gli altri, il pane di altre farine (nell’ambito del pane fresco), il gas di città e gas naturale mercato libero e gli occhiali da lettura senza prescrizione (nell’ambito degli occhiali e lenti a contatto correttivi).

Escono dal paniere 2022 compact disk e hoverboard.

UNC: bene l’ingresso del mercato libero del gas

«Bene, finalmente l’Istat ha inserito, come chiedevamo da anni, i prezzi del mercato libero del gas, colmando la disparità con il mercato dell’energia elettrica, già monitorato dal 2019», commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

L’associazione condivide l’ingresso nel paniere 2022 delle voci legate alle pandemia ma è invece preoccupata per il calo del peso della divisione Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, «che scende dell’1,85%. Ci aspettavamo che la riduzione dei consumi sarebbe stato più che compensata dall’aumento stratosferico dei prezzi. Invece, il rialzo di luce e gas, che per quanto salgano, rispettivamente, del 3,36% e del 5,94%, non risponde alle attese legate al loro rincaro astronomico» prosegue Dona.

«Altri diminuzioni che non comprendiamo sono quelle della fornitura dell’acqua (-11,66%), raccolta rifiuti (-7,83%), gli altri servizi finanziari, che comprendono le spese bancarie, crollati del 16,94%, altri prodotti medicali, che includono mascherine e gel, precipitati dell’8,42% nonostante permanga l’allarme Covid, gli affitti reali per l’abitazione principale, -3,94%. La flessione dell’rc auto, per quanto notevole, -11,38%, è spiegabile invece con la riduzione del premio assicurativo».

Codacons: male calo degli alimentari

Sui nuovi prodotti e sul peso delle diverse voci si sofferma anche il Codacons che pure boccia il calo degli alimentari nel paniere Istat 2022.

Sicuramente l’emergenza della pandemia cambia la composizione del paniere.

«Entrano nel paniere nuovi beni strettamente connessi alla situazione sanitaria del nostro paese – dice il presidente Carlo Rienzi – Test sierologici, molecolari e rapidi, Saturimetro, Psicoterapia, ma anche poke take away e sedie da Pc per chi lavora da casa in smartworking, sono beni che rispecchiano le profonde modifiche registrate nelle abitudini dei cittadini a causa dal Covid. Prodotti quasi sconosciuti ai consumatori prima della pandemia, e che l’emergenza sanitaria ha reso indispensabili per la vita quotidiana degli italiani, facendoli entrare di diritto nel paniere 2022».

Il Codacons giudica poi positivamente l’incremento del peso attribuito dall’Istat alla voce “Trasporti” mentre boccia il calo del peso di “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” perché si tratta di beni primari indispensabili che incidono in modo rilevante sulle spese delle famiglie.


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