regali di natale

Regali di Natale, tendenze di spesa e scelta nel 2021

Regali di Natale, quanto spendere e cosa regalare? Sono i giorni in cui si avvicinano consumi consistenti (per chi può) e in cui ci si comincia a guardare intorno per la grande e faticosa scelta dei regali di Natale. In molti taglieranno, ma non mancheranno di certo giochi e giocattoli per i più piccoli. Come da tradizione, saranno gettonati regali facili da fare quali gli articoli di profumeria, le creme e i cosmetici. Rispetto allo scorso anno, “recuperano” abbigliamento e calzature. Dicembre è un mese centrale per i consumi. E i regali di Natale sono una spesa trasversale a tutti.

 

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Libri per ragazzi & Natale, binomio perfetto

 

Regali di Natale, Confcommercio: 158 euro a persona

Quanto spenderanno gli italiani quest’anno per i regali di Natale? Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio su tredicesime e consumi di dicembre, per i regali di Natale si spenderanno circa 160 euro a testa.

«C’è voglia di normalità dopo il crollo del 2020», commenta Confcommercio. L’analisi della sigla dice che saranno di circa 110 miliardi di euro le spese per consumi (inclusi affitti, utenze, servizi), un valore inferiore di circa 10 miliardi a quanto speso nel 2019. Per beni e servizi, la stima è di 76 miliardi.

«Dicembre – spiega il direttore dell’Ufficio Studi Mariano Bella – si conferma il mese più importante dell’anno per i consumi ma il clima di fiducia delle famiglie in calo, la forte ripresa dell’inflazione e i rincari delle bollette rischiano di ridurre la quota di tredicesima tradizionalmente destinata alla spesa per i regali di Natale che quest’anno si confermerà intorno ai 160 euro pro capite sostanzialmente in linea con lo scorso anno».

Secondo il sondaggio realizzato da Format per Confcommercio quest’anno per i regali di Natale si spenderanno 158 euro a persona contro i 164 euro dello scorso anno.

La flessione rispetto al 2019 è dell’8%, meno 36% se confrontata col 2009. Complessivamente per i regali di Natale si spenderanno quest’anno 6,9 miliardi rispetto ai 7,4 miliardi dello scorso anno.

«I risultati – spiega Confcommercio – confermano l’attuale clima di incertezza dovuto al perdurare della pandemia ed ai rincari generalizzati dei prezzi».

 

 

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Unc, top ten regali di Natale 2021

 

UNC: ecco la top ten dei regali di Natale

Oltre alla spesa, c’è anche il dilemma: cosa regalare. La top ten dei regali di Natale stilata dall’Unione Nazionale Consumatori vede al primo posto giochi e giocattoli, al secondo profumi, al terzo elettrodomestici.

È una classifica abbastanza da tradizione, stilata non sulla base di sondaggi ma – spiega l’associazione – analizzando la top ten delle vendite natalizie, elaborando i dati Istat sulle vendite al dettaglio. Lo studio analizza infatti, per ogni gruppo di prodotti, l’aumento delle vendite. E stila la classifica di quelli che segnano il maggior incremento di spesa, non in euro quindi, ma in termini percentuali rispetto alle vendite dei mesi precedenti.

I giocattoli vincono classificandosi al primo posto degli acquisti natalizi, come vuole la tradizione, con un rialzo delle vendite di oltre il 68%.

Al secondo posto, con stime di rialzo di oltre il 53%, ci sono i prodotti per la cura della persona come profumi, dopobarba, cosmetici, creme viso-corpo, trousse trucchi. Al terzo posto ci sono gli elettrodomestici come tv, macchine da caffè elettriche, tostapane, rasoi elettrici, aspirapolveri, radiosveglie, videocamere, per i quali si prevede un aumento di vendite di oltre il 48%.

«La nostra è una classifica dei regali che vengono normalmente fatti, sulla base dei rialzi percentuali delle loro vendite, non una graduatoria dei più graditi – spiega il presidente UNC Massimiliano Dona – Non sappiamo, quindi, se ricevere il classico profumo o dopobarba, piuttosto che un libro, al quinto posto, sia poi effettivamente apprezzato da chi lo riceve. Quello che è sicuro è che sono molto donati, in alcuni casi anche perché sono regali facile da fare con prezzi accessibili per tutte le tasche. Rispetto al primo posto in classifica, i bambini, come è giusto che sia, restano i protagonisti del Natale».

In quarta posizione, si collocano i casalinghi (utensili da cucina, cristalleria da tavola, porcellane, ceramiche e vasellame) mentre in quinta posizione ci sono i prodotti di cartoleria (libri, calendari, penne, agende, cartoline).

Rispetto agli anni pre-pandemia, migliorano le previsioni di vendita per abbigliamento e calzature. Nel 2019, ad esempio, l’abbigliamento era in nona posizione, con una crescita delle vendite del 26,8%, contro il +35,7% di quest’anno, mentre le calzature erano fuori dalla top ten, in undicesima posizione, con un rialzo del 16,2% contro il +37,4% di oggi.

Fuori dai primi dieci ci sono alimentari e bevande, comparto che comprende sia l’aumento di spese che si verifica per Natale sia i regali a base di cibo, come panettoni, pandori, dolci e spumanti. L’incremento minore rispetto alle altre divisioni di spesa, dice l’UNC, dipende anche dal fatto che la spesa alimentare è consistente durante tutto l’anno, a differenza di prodotti più specificatamente natalizi come i giocattoli.


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