Vetro, CoReVe: dal 2016 avviate a riciclo 570mila tonnellate di materiale in più

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Arriva la “Carta del consumo circolare”, elaborata dalle Associazioni dei Consumatori ACU, Adoc, Adusbef, Adiconsum, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Casa Del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, CODICI, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa Del Cittadino, Udicon, Unione Nazionale Consumatori, per promuovere il passaggio dalla cultura dello scarto e dello spreco alla cultura del riciclo e del riuso.

La Carta è rivolta non solo ai cittadini, chiamati a modificare le proprie abitudini di consumo nell’ottica di una svolta green, ma anche alle imprese, al mondo della produzione di beni e servizi alle Istituzioni, per la promozione di nuovi modelli produttivi e politiche che favoriscano lo sviluppo sostenibile.

I principi del “consumo circolare” e il ruolo del consumatore

Il coinvolgimento delle comunità e dei singoli cittadini-consumatori e utenti è un tassello fondamentale del piano d’azione per accelerare la transizione al nuovo modello “circolare”.

Chi compie le scelte di acquisto – spiega la Carta – deve essere in grado di capire, trovare, scegliere e preferire quei prodotti che meglio rispondono ai criteri dell’economia circolare.

Ecco, quindi, quali sono i principi del consumo circolare:

  • un consumo “educato” e consapevole. In particolare, il consumatore deve essere in grado di comprendere i motivi per cui è essenziale adottare scelte e comportamenti ispirati alla circolarità e poter riconoscere i prodotti realmente circolari, tenendo in considerazione l’intero ciclo vita.
  • Un consumo trasparente: permettere al consumatore di compiere le proprie decisioni in modo consapevole ed equilibrato, evitando lo spreco di risorse.
  • Un consumo correttamente informato.
  • Un consumo sempre comparativo. La comparazione dovrebbe tenere al suo interno, oltre ai parametri ambientali e circolari, anche dimensioni etiche e sociali.
  • Un consumo equilibrato.
  • Un consumo “lungo molte vite”. Il ruolo del consumatore non si esaurisce con le scelte di acquisto o fruizione di un servizio ma, in una logica di ciclo di vita, coinvolge anche la fase di uso e post-uso.
  • Un consumo condiviso e collaborativo; sempre più digitale; inclusivo e sostenibile.
  • Un consumo accessibile.
  • Infine, un consumo anti-spreco.

 

Carta del Consumo Circolare

 

Quali sono le sfide?

Come osservato dalle AACC, i consumatori necessitano però di essere supportati in questo processo di trasformazione del modello economico. La Carta spiega, quindi, quali sono le sfide da affrontare:

  • garantire che i consumatori possano ricevere informazioni affidabili e comprensibili sugli impatti ambientali dei prodotti e dei processi industriali che li generano, e derivanti dalle proprie scelte di consumo, proteggendo il mercato e la collettività dai rischi del greenwashing;
  • promuovere la conoscenza dei concetti di “circolarità” e di impronta ambientale dei prodotti/servizi;
  • superare definitivamente l’approccio “usa e getta”, nel consumo e nella produzione;
  • coinvolgere il consumatore nella co-creazione delle caratteristiche di “circolarità” dei prodotti, che dipende da tutte le fasi del loro ciclo di vita e dai comportamenti adottati dai consumatori nella fase d’uso e di post-consumo (es. riuso, riparazione, condivisione, restituzione al produttore, raccolta differenziata ecc.).

Le proposte per un consumo circolare

Le AACC propongono, dunque, alcune azioni specifiche per il supporto dei cittadini-consumatori.

In primo luogo i Percorsi di educazione circolare, per sensibilizzare gli utenti e favorire una maggiore conoscenza/consapevolezza sull’economia circolare e sui comportamenti virtuosi da mettere in campo.

Propongono poi la creazione di un vademecum sulle principali etichette ambientali presenti sui prodotti, per supportare il consumatore nelle scelte, fruibile attraverso diversi canali, fisici e virtuali.

Per le AACC, inoltre, occorre rendere più chiara, uniforme, credibile e accessibile l’informazione sulle caratteristiche di circolarità dei prodotti, attraverso una scheda informativa accessibile tramite QR-code o barcode, presente sul prodotto, che dia informazioni sulle principali caratteristiche dello stesso e su eventuali certificazioni.

La Carta promuove, infine, una “circular card”, che preveda bonus e sconti per l’acquisto di prodotti e servizi pensati in modo circolare e con ridotta impronta sull’ambiente.

Spazi fisici e digitali per la condivisione delle idee

Fondamentale sarà la creazione di spazi per la condivisione delle informazioni; sia spazi fisici per il coinvolgimento dei cittadini in azioni postconsumo e stili di vita circolari – riparazione, riuso, sharing e riciclo – ma anche luoghi digitali, come una piattaforma virtuale, per garantire l’accessibilità a maggiori informazioni ambientali sui prodotti, coinvolgere il consumatore in azioni e stili di vita circolari, disseminare conoscenza sull’economia circolare e sulle buone pratiche.

La Carta promuove, infine, la creazione di un Osservatorio permanente sull’economia circolare, composto da esponenti provenienti dal mondo delle associazioni, delle imprese, del mondo accademico e delle istituzioni.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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