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Insetti impollinatori, bisogna fare di più

Oggi è la Giornata mondiale delle api, istituita nel 2017 in ricordo della data di nascita dello sloveno Anton Jansa, pioniere dell’apicoltura. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di sensibilizzare i cittadini sull’importanza delle api e degli insetti impollinatori, sul loro contributo allo sviluppo sostenibile e sulla necessità di fermare la perdita di biodiversità e il degrado degli ecosistemi che li sta portando all’estinzione, insieme all’uso di pesticidi.

La diminuzione del numero di api è conseguenza anche del cambiamento climatico.

Come ricorda la Cia-Agricoltori italiani, «sono scomparsi più di 10 milioni di alveari nel mondo solo negli ultimi cinque anni. Colpa dei cambiamenti climatici, che mettono a rischio la sopravvivenza delle api, tra aumento delle temperature e diffusione di nuovi parassiti, con effetti drammatici sulla sicurezza alimentare globale». In occasione della Giornata delle api gli agricoltori rilanciano l’allarme sullo stato di salute di questi impollinatori, da cui dipende il 70% della produzione agricola mondiale, e quindi del cibo che arriva a tavola.

 

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Giornata delle api, WWF: “Salviamo api e agricoltori”

«Impegnarsi per impedire la scomparsa degli impollinatori significa fare qualcosa per il futuro della nostra sicurezza alimentare», dice il WWF che nell’ambito della propria campagna Food4Future invita i cittadini a chiedere alla Commissione europea il divieto dei pesticidi più pericolosi per le api e gli altri impollinatori, e più sostegno all’agricoltura biologica.

Nella giornata delle api il WWF rilancia la raccolta delle firme in difesa delle Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” che fissano importanti obiettivi per la conservazione delle api e altri insetti impollinatori: la riduzione del 50% dei pesticidi, la creazione di aree per la tutela della biodiversità nel 10% delle aree agricole e il 25% di superficie agricola certificata in biologico entro il 2030.

«L’impollinazione è uno dei servizi ecosistemici più importanti forniti dalla Natura per il benessere umano e per la nostra economia – dice Franco Ferroni, Responsabile Agricoltura & Biodiversità del WWF Italia – L’88% di tutte le piante selvatiche con fiore dipendono in vasta misura dall’impollinazione animale, mentre delle circa 1.400 piante che nel mondo producono cibo e prodotti dell’industria, quasi l’80% richiede l’impollinazione da parte di animali, non solo api domestiche e selvatiche, ma anche vespe, farfalle, falene, coleotteri, uccelli, pipistrelli e altri vertebrati. Considerando le sole api selvatiche si tratta di un vero e proprio esercito di oltre 20.000 specie di animali da cui dipende il 35% della produzione agricola mondiale, con un valore economico stimato ogni anno di oltre 153 miliardi di euro a livello globale e 22 miliardi di euro in Europa».

Greenpeace: le parole non bastano

Greenpeace denuncia oggi i recenti casi di spopolamento delle api che si sono verificati nella pianura padana. Sono spopolamenti di alveari fra le province di Cremona, Lodi, Mantova e Brescia, zona che si contraddistingue per un’agricoltura intensiva, con prevalenza di monocoltura di mais.

La Giornata delle api si accompagna a molte manifestazioni e iniziative ma, ammonisce Greenpeace, «le dichiarazioni da sole non basteranno. Rimarranno parole belle ma vane, se non verrà messa in pratica una radicale transizione per passare dalle attuali pratiche agricole industriali e intensive, verso pratiche e un modello agroecologico – agendo sul prossimo Piano Strategico Nazionale della PAC, utilizzando saggiamente i fondi del PNRR (che per dare un’idea, al momento neppure menzionano il biologico), e riformando il Piano di Azione Nazionale (PAN) per l’uso “sostenibile” dei prodotti fitosanitari (scaduto ormai da febbraio 2018)».

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