La portabilità dei contenuti digitali all’interno del mercato UE non deve essere a tempo. È quanto scrive Altroconsumo al neo Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda sottolineando la necessità di porre l’attenzione sulla proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio che garantisce la portabilità transfrontaliera dei servizi di contenuti online nel mercato interno.
Si tratta di una questione non più rinviabile visto lo sviluppo esponenziale del mondo digitale.
Altroconsumo accoglie con favore i progressi raggiunti finora nel Consiglio sotto la Presidenza
olandese e attende l’adozione del Regolamento proposto. Ma è preoccupata per la direzione presa dal Consiglio in alcuni punti cruciali, deviando a tutto sfavore del consumatore.
“Ci riferiamo alla definizione di temporaneamente presente e all’obbligo di verifica della residenza abituale del consumatore – scrive Altroconsumo – In merito alla definizione di “temporaneamente presente”, Altroconsumo è fermamente convinta che non debba esserci un limite di tempo alla portabilità. I consumatori viaggiano all’estero per differenti ragioni (lavoro, vacanze, studio, ecc.) e non è appropriato fissare un tetto massimo di giorni o un periodo prestabilito di tempo per la visione dei contenuti dall’estero. Fino a quando un consumatore è temporaneamente all’estero deve poter accedere ai contenuti on line così come farebbe nel Paese dove risiede abitualmente. Chiediamo, pertanto, che venga sostenuto l’approccio originario della proposta e di chiarire ulteriormente nel testo che il service provider non è autorizzato a imporre alcun limite di tempo alla portabilità dei contenuti nei termini e nelle condizioni contrattuali”
Sui meccanismi di controllo, Altroconsumo sottolinea che la verifica della residenza abituale del consumatore deve avvenire nel modo più semplice possibile e non deve essere invasiva. Poichè il Regolamento sarà applicato a differenti tipi di servizi di contenuti on line, il testo deve dare abbastanza flessibilità al service provider di decidere il modo più appropriato di farlo senza imporre requisiti sproporzionati. Se il Consiglio decidesse di includere una lista, questa dovrà essere solo indicativa e gli strumenti di controllo non dovranno portare al tracciamento del consumatore tramite l’indirizzo IP.
Si sottolinea, infine, che questa proposta riguarda solo la portabilità degli abbonamenti a servizi di
contenuti on line e non l’accesso transfrontaliero, un tema che deve essere affrontato nell’ambito di altri strumenti europei come la Direttiva per il coordinamento di alcune norme in materia di diritto d’autore e diritti connessi applicabili alla radiodiffusione via satellite e alla ritrasmissione via cavo. Tutto ciò premesso, Altroconsumo chiede che sosteniate la proposta originaria della Commissione poichè proteggerà al meglio gli interessi dei consumatori europei.

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