Alitalia

Alitalia, disdire un volo ai tempi del Coronavirus

Caro lettore ti scrivo.

In questi giorni piuttosto concitati, dove le notizie qui in redazione si susseguono veloci e cerchiamo di dare il massimo per offrirvi informazioni chiare e consigli utili mentre tutti restiamo a casa, mi è capitato di leggere una e-mail di un nostro lettore impegnato come tanti nella non semplice faccenda della disdetta di viaggi programmati per questo periodo.

L’e-mail mi ha colpito in modo particolare perché, ahimè, anche la sottoscritta aveva dei viaggi in programma per questo mese e ha dovuto rimandare il tutto a data da destinarsi.

In particolare, il nostro lettore ci chiedeva aiuto perché non riusciva in nessun modo a mettersi in contatto con il call center di Alitalia.

Un altro punto in comune con me, anche io ero nella stessa identica situazione.

Sentendomi quindi particolarmente solidale con la vicenda, mi sono attivata per trovare una soluzione al nostro comune problema.

La prima cosa che ho fatto è stata quella di ricontrollare sul sito di Alitalia se fosse stato predisposto un form per richiedere il rimborso dei biglietti, come fatto da altre compagnie.

Nulla. Solo due numeri di telefono, uno per l’Italia (800650055), l’altro per l’estero (+39 0665649) sempre eternamente occupati.

Per tre giorni di fila ho composto il numero riservato ai passeggeri in partenza dall’Italia ma invano: ogni chiamata finiva con un poco incoraggiante “Tu-Tu-Tu”, il segnale che avevo fallito un altro tentativo di parlare con qualcuno.

Il quarto giorno, il miracolo: sono le 12.55 e per una fortuita congiunzione astrale il telefono non mi rimanda il solito “Tu-Tu-Tu” concitato ma un più tranquillizzante squillo di linea collegata.

Ce l’ho fatta!” Penso, piena di speranza e trepidante d’attesa mentre aspetto che una voce umana dall’altro capo del telefono mi dia ascolto.

Povera illusa!” Penso, col senno del poi. Una voce umana mi risponde ma è quella registrata del centralino. “Digita 1 per questo. Digita 2 per quest’altro. Attendi in linea se vuoi parlare con un operatore”. Che domande, certo che voglio parlare con un operatore. E quindi aspetto.

L’orologio intanto segna già le 13.05 e il mio pranzo è quasi pronto ma non posso perdere la priorità acquisita.

Aspetto.

Musichette di sottofondo scandiscono i minuti che passano, inframezzate da messaggi in lingua italiana e inglese che invitano a pazientare.

Aspetto e mi rendo conto che la pazienza è l’unica arma che ho per vincere questa battaglia.

Alla fine, alle 14.10, un’ora e un quarto dopo essere riuscita a prendere la linea, sento in lontananza la voce di Cristina (l’operatrice che prende in carico la mia chiamata) che mi chiede come può aiutarmi.

Le spiego la situazione: ho tre voli prenotati da Roma a Bruxelles, andata e ritorno, e vorrei sapere come recuperare il costo dei biglietti (tra l’altro non bassissimo) dato che è impossibile viaggiare.

Nessun rimborso del denaro, in alternativa posso scegliere tra una riprogrammazione del viaggio o un voucher da spendere entro un anno.

Opto per la seconda soluzione che, date le circostanze, mi sembra la migliore.

Pochi minuti ancora e la mia pratica è chiusa ma Cristina mi fa sapere che non riceverò nessuna mail di conferma della presa in carico della mia richiesta e precisa che non è il caso di illudersi di ricevere il voucher in breve tempo. Come dire, “Fede in Dio e speranza in Alitalia”, o meglio in Cristina che spero abbia fatto correttamente il suo dovere.

Ad oggi quindi l’unica certezza che ho è quella che per contattare la nostra compagnia di bandiera serve pazienza e un po’ di fortuna.

Caro lettore, purtroppo avrei voluto darle dei consigli migliori, una strada più facile per risolvere il suo problema e quello di molti altri viaggiatori ma devo arrendermi all’evidenza del fatto che non c’è altro da fare o altro che possa consigliare.

Ah, ciliegina sulla torta: Alitalia consiglia ai passeggeri di non chiamare il call center se non si hanno viaggi in programma nei prossimi tre giorni. Troppe chiamate da gestire. Troppo traffico da smistare.

In bocca al lupo Cristina. In bocca al lupo, caro lettore.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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