Save Bag, UNC e Cuki insieme contro gli sprechi al ristorante

Save Bag, UNC e Cuki insieme contro gli sprechi al ristorante

L’esempio asiatico: ecco come la Corea del Sud sta riciclando il 95% dei suoi rifiuti alimentari. E’ quanto si legge in una recente notizia della portale media Green Queen di Honk Kong. Riprendendo i dati pubblicati dal Forum economico mondiale è riuscita ad aumentare i tassi di riciclaggio dei rifiuti alimentari da appena il 2% nel 1995 al 95% nel 2019. Una notizia interessante a pochi giorni dalla recente Giornata contro lo spreco alimentare e un risultato raggiunto con politiche istituzionali coraggiose e l’aiuto della tecnologia.

Tutto è iniziato con una tassa

E’ stata una tassa ad avere un grande impatto sulla quantità di cibo buttato. Nel 2013, il paese ha iniziato ad attuare un programma obbligatorio di riciclo dei rifiuti alimentari, in cui le famiglie pagano 6 dollari al mese per ogni sacchetto biodegradabile per il cibo sprecato da buttare via.

Mentre il cibo raccolto finisce per essere riciclato come fertilizzante, il regime di tariffazione obbligatoria ha anche incoraggiato le famiglie a iniziare il compostaggio domestico. In questo si sono anche ridotti i livelli di cibo effettivamente necessari per il riciclo.

Il fertilizzante ottenuto dallo spreco di cibo è destinato a supportare i piani di produzione alimentare locale, presso le fattorie urbane e gli orti comunitari. Dall’inizio del programma all’inizio degli anni 2010, il numero di iniziative agricole a Seoul è aumentato di sei volte, coprendo un’area equivalente alle dimensioni di 240 campi da calcio.

La capitale della Corea del Sud Seoul
La capitale della Corea del Sud Seoul

Innovazione e tecnologia contro lo spreco di cibo

La Corea del Sud ha anche sfruttato tecnologie come i cassonetti intelligenti, installando più di 6.000 bidoni della spazzatura automatici nella capitale Seoul. Questi bidoni pesano i rifiuti alimentari dei residenti e li fanno pagare. Gli introiti sono destinati alle infrastrutture per il riciclo gestite dal governo. Secondo i funzionari – si legge nell’articolo di Green Queen – questi pagamenti per il programma di riciclo ha contribuito a ridurre la quantità di rifiuti alimentari a Seoul di 47.000 tonnellate in soli sei anni.

È previsto inoltre un sostegno per le famiglie. Se i rifiuti alimentari pesano meno e almeno l’80% del peso proviene dall’umidità è previsto un incentivo per contribuire ad alleviare l’onere del riciclo. Ed è stato così grazie alla tecnologia di pesatura che i residenti sono stati incoraggiati a rimuovere l’umidità prima di portare il riciclaggio, risparmiando alle autorità di Seoul fino a 8,4 milioni di dollari in spese di raccolta.

Le potenzialità delle tecnologie di rilevamento alimentare

Sensori, come spettrometri nel vicino infrarosso e imaging iperspettrale, sono sempre più utilizzati condurre analisi sul cibo. L’informazione generata dalle tecnologie di scansione può determinare il livello freschezza del cibo. Determinando così la deperibilità dei singoli articoli si può ridurre lo spreco di cibo gettato nei rifiuti. Se le tecnologie di rilevamento potessero raggiungere il 30-50% del consumatori nei mercati sviluppati, lo spreco alimentare domestico potrebbe diminuire di 10-20 milioni di tonnellate.

Non solo. Queste tecnologie sono molto utili per contrastare le frodi alimentari. Si tratta di sistemi che forniscono un’immagine accurata di un alimento e della sua composizione determinandone l’autenticità.

E in Italia cosa può fare contro lo spreco di cibo?

Il 37% delle famiglie italiane butta il cibo settimanalmente. Il 32% ne spreca 2-3 volte la settimana. L’ultima indagine Waste Watcher stima uno spreco settimanale medio di euro  4,9 per nucleo familiare che ci porta a un dato nazionale di ca 6,5 miliardi euro considerando l’insieme delle famiglie italiane. La buona notizia è la registrazione di un calo del 25% circa rispetto all’ultimo Rapporto Waste Watcher 2019. Una diminuzione attestata su un valore medio di euro 6,6 settimanali per nucleo familiare, per un totale di ca 8,4 miliardi di euro. L’ultimo rapporto individua una serie di comportamenti e interventi per ridurre lo spreco di cibo. Nuove strategie di acquisto delle famiglie, comportamenti di consumo più consapevoli e interventi istituzionali. In particolare, il rapporto cita l’istruzione di giovani e cittadini sui danni economici e ambientali, il miglioramento delle informazioni sulle etichette dei prodotti, la riduzione delle dimensioni delle confezioni. Ma anche interventi più impositivo come la tassazione in proporzione allo spreco e l’obbligatorietà delle donazioni di cibo da parte di supermercati/ aziende ad associazioni che si occupano di persone bisognose.

Scrive per noi

Silvia Biasotto
Silvia Biasotto
Sono quello che mangio. E sono anche quello che scrivo, parafrasando Ludwig Feuerbach. Nella mia vita privata e nella mia professione ho sempre amato conoscere, sperimentare e scrivere di cibo. La sicurezza e la qualità alimentare sono le principali tematiche di cui mi occupo ad Help Consumatori oltre che la tutela del cittadino in generale. Una passione che mi accompagna in questa redazione sin dal 2005 quando sono giunta sulla tastiera di HC a seguito del tirocinio del primo Master universitario in tutela dei consumatori presso l’Università Roma Tre. E ovviamente la mia tesi fu sulla Sicurezza dei prodotti!

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