Editoria e libri, cambia il mercato

Dopo un 2019 in netta crescita, la crisi Covid-19 blocca il mercato italiano dell’editoria. Otto milioni di copie in meno nelle vendite del settore saggistica e fiction, con circa 134 milioni di euro di fatturato persi nei primi quattro mesi dell’anno, concentrati tutti tra marzo e aprile. Sono i numeri della crisi che ha travolto l’editoria italiana, secondo una ricerca dell’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con Nielsen e IE-Informazioni Editoriali.

L’indagine mostra anche l’ascesa degli store online, oggi primo canale di acquisto dei libri con una quota pari al 47%.

“La perdita di reddito delle famiglie conseguente alla caduta del Pil, -8% annuo secondo le stime del governo, porterà a una riorganizzazione della spesa di cui vediamo già oggi i segnali e che, se non contrastata attraverso un forte sostegno alla domanda, potrebbe avere un impatto drammatico sul nostro settore con forti ricadute sull’occupazione – spiega il presidente di AIE Ricardo Franco Levi –. Sommando gli effetti del lockdown con la caduta della domanda nella seconda parte dell’anno, temiamo che l’intero mercato del libro (fiction, saggistica, ma anche libri scolastici, universitari e professionali più la vendita dei diritti) possa chiudere il 2020 con un pesantissimo calo di fatturato quantificabile tra i 650 e i 900 milioni rispetto ai 3,2 miliardi complessivi del 2019”.

Secondo le stime di Nielsen, il mercato dell’editoria di varia (fiction e non fiction) in librerie, store online e grande distribuzione organizzata (Gdo), dal primo gennaio fino al 3 maggio, registra una perdita netta di 90,3 milioni. Considerando anche le vendite fuori dai canali rilevati dagli istituti di ricerca (cartolibrerie, vendite dirette, fiere, librerie specialistiche e universitarie) la perdita sale a circa 134 milioni di euro.

 

Editoria e libri
Editoria e libri

Libri, cambiano le abitudini di acquisto

Accanto ai numeri della crisi, la ricerca di AIE fotografa anche cambiamenti nei modi di acquisto degli italiani. Nelle prime 16 settimane dell’anno, dagli store online è passato il 47% delle vendite di libri di varia (fiction e non fiction), contro il 26,7% dell’anno precedente.

Per quanto riguarda le librerie, invece, dal 9 marzo al 12 aprile, è stata registrata una perdita dell’85%. Una percentuale che, come evidenzia l’indagine di Informazioni Editoriali, mostra anche uno spiraglio di luce. È frutto infatti della media tra chi, avendo chiuso completamente, ha perso il 100% del fatturato e chi, organizzandosi con le consegne a domicilio e grazie anche a una buona presenza sui social e alla fidelizzazione dei clienti, ha ridotto il suo calo al 71%.

Inoltre, sempre più lettori si rivolgono alla Rete sia per scegliere che per acquistare i libri preferiti. Nel 2019 il 16% dei frequentatori delle librerie a conduzione familiare acquistava solo o prevalentemente presso questi rivenditori: adesso questa percentuale è scesa al 4%. Per quanto riguarda le librerie di catena, la stessa percentuale passa dal 40% al 29%.

Al contrario, prima della crisi il 18% di chi acquistava sugli store online lo faceva solo su quel canale: adesso questa percentuale è passata al 42%. Se prima della crisi il 59% dei lettori acquistava sulla base di segnalazioni su blog, siti dedicati o social network, adesso quella percentuale è passata al 64%.

Editoria, ISTAT: ampie possibilità di sviluppo per il digitale

Ed anche l’analisi ISTAT, nel suo report “Editori e libri nello scenario del Covid-19” (aprile 2020), evidenzia un’ampia possibilità di sviluppo per il digitale. Infatti, tra i canali di commercializzazione del settore “editoria e libri” rimasti aperti durante l’emergenza Covid-19, gli e-store italiani risultano complessivamente tra i più utilizzati, mentre la grande distribuzione organizzata e i punti vendita generici (edicole, cartolerie, autogrill, uffici postali, ecc.) sono in proporzione meno frequentati.

Inoltre, secondo l’ISTAT, negli ultimi anni gli editori hanno investito in misura crescente nell’offerta di titoli in formato e-book: la percentuale di opere pubblicate a stampa disponibili anche in versione digitale è passata, infatti, in soli due anni dal 35,8% nel 2016 (circa 22 mila titoli) a quasi il 40% del totale delle opere librarie stampate nel 2018 (più di 30 mila titoli).

 

Editoria e libri, E-book piccoli e grandi editori (Fonte: Istat)
Editoria e libri, E-book piccoli e grandi editori (Fonte: Istat)

E-book: gap tra grandi e piccoli editori

Un mercato, quello degli e-book, che evidenzia però il gap tra grandi e piccoli editori: se infatti dei 1.564 editori attivi del 2018, quasi uno su tre (il 29,3%) ha pubblicato almeno un’opera in formato e-book, l’incidenza varia dal 65% dei grandi editori, al 34,1% dei medi e al 15,6% dei piccoli. Inoltre, se i grandi editori hanno reso disponibile ben il 45,8% dei propri titoli anche in un formato digitale, la quota di libri pubblicati dai medi e piccoli editori con una versione e-book non supera rispettivamente il 18,4% e l’11,1%.

Differenze significative riguardano anche i contenuti editoriali: la versione digitale è particolarmente diffusa per i libri di avventura e i gialli (82,1%), i testi di informatica (62,9%) e la matematica (61,4%), i libri di attualità politico-sociale ed economica (56,1%). Complessivamente l’offerta digitale è particolarmente accentuata per i testi scolastici, i quali rappresentano circa un quarto dei 30 mila titoli con un corrispondente formato e-book (rispetto al 12,9% dei libri cartacei).

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

1 thought on “Editoria, con il Covid-19 cambia il mercato. AIE: perse 8 milioni di copie

  1. Da diversi anni acquisto SOLO e-book. sia per ragioni di prezzo, molto più basso normalmente dell’edizione cartacea, sia per ragioni di spazio (ho tanti libri e non so assolutamente più dove metterli). mi ci trovo benissimo, devo però fare due critiche: in italiano sono ancora poche le ristampe di romanzi che acquistai magari 40 e passa anni fa (e vorrei sostituire i cartacei con gli ebook) e gli ebook che sto leggendo sono spesso vittime di traduzioni pessime, italiano da ignoranti, errori vari. uno scandalo, davvero incomprensibile, visto anche che costano siì meno ma NON nulla!

    durante la quarantena ne ho comunque acquistati e letti ancora di più.

Parliamone ;-)

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