Green pass, i Nas riscontrano 778 violazioni. 497 le sanzioni presso bar e ristoranti

Green pass, i Nas riscontrano 778 violazioni. 497 le sanzioni presso bar e ristoranti

Sono sempre più numerose le truffe su WhatsApp, ideate con l’obiettivo di acquisire dati personali e bancari degli utenti da utilizzare fraudolentemente. Tra le ultime, segnalate anche dalla Polizia Postale, quella relativa ai Green Pass.

In questo link puoi scaricare il certificato verde Green Pass COVID-19 che ti permette liberamente di muoverti in tutta Italia senza mascherina“, recita il messaggio inviato agli utenti tramite WhatsApp.

Cliccando sul link, l’ignaro utente viene catapultato su una finta pagina istituzionale con numerosi loghi simili agli originali. Proseguendo nella navigazione sul sito, viene richiesto di inserire i propri dati personali e/o bancari.

Si raccomanda, pertanto, di fare molta attenzione ai link indicati nei messaggi e di aprirli solo dopo averne accertato la veridicità della fonte di provenienza. E, soprattutto, di non inserire mai i propri dati personali, con particolare riguardo a quelli bancari.

Green pass falsi, come riconoscerli

Non solo truffe, il Governo lancia l’allerta sui Green Pass falsi, venduti anche tramite i canali social. Sul profilo Twitter di Palazzo Chigi è possibile consultare un’infografica che spiega come riconoscere le certificazioni fasulle, tramite apposita applicazione: “Verifica C19”.

 

 

Tale app, scaricata sul telefono, consente di verificare l’autenticità e la validità delle certificazioni senza la connessione internet (offline) e senza memorizzare informazioni personali sul dispositivo del verificatore.

Tramite “Verifica C19” è possibile effettuare la scansione del codice QR presente sul Green Pass e verificarne la validità: l’app mostrerà, infatti, la scritta “Certificato valido” e nome, cognome e data di nascita dell’intestatario.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

1 thought on “Green Pass, attenzione alle truffe su WhatsApp e alle certificazioni false

Parliamone ;-)