Biologico, Coldiretti ricorda i dati del bio: Italia leader con 86mila imprese

Biologico, Coldiretti ricorda i dati del bio: Italia leader con 86mila imprese (Fonte immagine: Pixabay)

“Contro la crisi alimentare serve più biologico”: questo è il parere delle associazioni Aiab, Assobio, Associazione per l’agricoltura biodinamica e FederBio, ribadito in occasione del convegno “È l’ora del Bio”, in corso a Roma.

Nei mesi scorsi il Parlamento ha varato una legge per la valorizzazione dell’agricoltura biologica, “un passo importantissimo – affermano le associazioni – anche per la sua capacità di avviare un vero percorso verso la sicurezza alimentare e ambientale, anche e soprattutto nell’attuale quadro geopolitico”.

Associazioni: utilizzare al meglio le risorse per il biologico

La legge sul biologico – ricordano le associazioni – prevede il marchio del “Made in Italy Bio” e il riconoscimento dei distretti biologici per territori, dove è il biologico il modello di produzione di riferimento e che costituiscono un’opportunità strategica per le aree interne e le aree naturali protette. Inoltre – proseguono – la legge favorisce innovazione, ricerca e formazione degli agricoltori, insieme all’informazione rivolta cittadini, per sostenere l’aumento dei consumi dei prodotti bio.

Le associazioni ricordano, inoltre, che ammontano a quasi 3 miliardi gli investimenti per lo sviluppo del biologico, considerando i finanziamenti contenuti nel Fondo per il biologico, nel PNRR e nel Piano Strategico Nazionale della PAC. Ed “è essenziale – proseguono – che queste risorse vengano spese bene, in maniera programmata e integrata, per garantire la crescita del settore”.

“Il cibo del futuro è il biologico – dichiarano i Presidenti delle associazioni del bio. – Adesso occorre lavorare sul Piano d’Azione Nazionale affinché le risorse disponibili attraverso la PAC, il PNRR e il Fondo per il bio si traducano in progetti concreti di sviluppo per tanti territori rurali del nostro Paese. È il momento per rivedere le politiche dei sussidi, che devono premiare chi non inquina, sia in campo energetico che per fertilizzanti e fitofarmaci. Dobbiamo valorizzare i prodotti della terra attraverso il bio, per garantire agli agricoltori un giusto prezzo per il loro lavoro e allo stesso tempo tutelare i consumatori di fronte a rincari in gran parte giustificabili solo con speculazione finanziaria”.

 

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10 proposte per accelerare il percorso verso l’agricoltura bio

Le associazioni hanno lanciato, quindi, un biodecalogo, con alcune proposte relative all’utilizzo delle risorse destinate al biologico:

-filiere di Made in Italy Bio fondate sul giusto prezzo per agricoltori e consumatori.
-Fiscalità ambientale e crediti di imposta per i costi di certificazione per abbattere i prezzi al consumatore senza costi aggiuntivi per le imprese.
-Distretti biologici per favorire sistemi locali di produzione e consumo e valorizzare il territorio rurale a partire dalle aree interne e dalle aree naturali protette.
-Incentivazione delle imprese agricole che integrano attività agricole, zootecniche e forestali, capaci di favorire la biodiversità e chiudere il ciclo dei nutrienti.
-Ricerca, innovazione, formazione e consulenza per supportare gli agricoltori e i territori nella transizione al bio.
-Sviluppo della ristorazione collettiva attraverso organizzazioni di prodotto e strumenti adeguati d’informazione e consulenza.
-Comunicazione e campagne d’informazione ai cittadini per conoscere i valori del bio e favorire l’aumento dei consumi di biologico.
-Innovazione digitale e piattaforma di tracciabilità unica in favore di consumatore.
-Semplificazione burocratica. È l’agricoltore che non inquina a dover sostenere il costo della dimostrazione, sia in termini di tempo che di soldi.
-Obbligo del biologico in aree protette ed Efa.

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