Brunello di Montalcino e Chianti sono tra i vini italiani più famosi e per questo più copiati. Lo dimostra l’ultimo sequestro di 30.000 bottiglie di vino falso e di scarsa qualità ma etichettato come Brunello di Montalcino, Chianti e altri docg. L’operazione è ancora in corso in Toscana, Umbria, Liguria e Lazio e riguarda una vasta frode agroalimentare nella vendita all’ingrosso e al dettaglio. “Il gioco di squadra nella lotta alla contraffazione si rivela ancora una volta la strategia vincente per tutelare le eccellenze del nostro patrimonio agroalimentare, di cui il vino è uno dei principali simboli” ha commentato il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina.
“L’Italia è prima in Europa per i controlli nel settore, solo nel 2013 ne sono stati effettuati quasi 130mila. Dobbiamo continuare a lavorare su questa strada con la massima attenzione per difendere le nostre produzioni da tutti gli illeciti che danneggiano il Made in Italy – ha aggiunto il Ministro.
Con il contributo dei Nas e dell’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi (ICQRF) sono state condotte le analisi chimiche sul vino. Sono stati sequestrati anche ettolitri di vino sfuso pronto per essere venduto sui mercati internazionali a prezzi 10 volte superiore e falsi documenti di certificazione di qualità.
La Cia-Confederazione italiana agricoltori ricorda che “frodi e contraffazioni sottraggono oltre un miliardo di euro l’anno all’agroalimentare nazionale, di cui il 20% scippato al mondo del vino. Un settore in costante crescita, in grado di fatturare quasi 10 miliardi di cui la metà realizzati all’estero, dove una bottiglia su 5 è made in Italy”. “A finire nel mirino di falsi e tarocchi – sottolinea la Cia – sono sempre più spesso i prodotti di qualità regolamentata, come le denominazioni di origine, che dovrebbero offrire un’assoluta garanzia di sicurezza alimentare, criterio al primo posto nelle scelte di consumo per 8 italiani su 10. Per difendere le nostre produzioni d’eccellenza è necessario assoluto rigore, controlli puntuali e “tolleranza zero” nei confronti degli autori delle truffe e degli inganni a tavola che non solo danneggiano i consumatori, ma minano la credibilità dell’intero sistema agroalimentare italiano. Tanto più che il nostro Paese conta 521 vini a denominazione d’origine. Una realtà costituita da 330 Doc, 118 Igt e 73 Docg”.
 


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