Protesta dei trattori, Legambiente smonta le fake news (Foto Pixabay)

Nel giorno clou della protesta dei trattori, con il presidio previsto nel cuore della Capitale, Legambiente decide di rispondere agli agricoltori smontando alcune delle principali fake news circolate in queste settimane.

Quattro le fake news sotto accusa e al centro dello speciale Unfakenews.

Unfakenews di Legambiente, campagna ideata dal 2020 insieme a Nuova Ecologia per contrastare le bufale ambientali smentisce: non è vero che il green deal danneggia produttori e consumatori, non è vero che l’utilizzo dei pesticidi è indispensabile a salvare l’agricoltura, non è vero che l’Europa obbliga a non coltivare il 4% dei terreni per speculare sul lavoro degli agricoltori, così come è falso pensare che l’Europa voglia sostituire i cibi tradizionali con quelli sintetici.

“Le proposte dei trattori di queste settimane che culmineranno oggi (ieri, ndr) a Roma – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – ci raccontano del grande malessere e della profonda crisi che sta vivendo l’agricoltura, legati soprattutto agli effetti della crisi climatica, ai costi di produzione elevati e alla concorrenza sleale. Accusare il Green deal di voler affossare il mondo agricolo è incomprensibile visto che lo stesso Esecutivo, in assenza di una veloce transizione ecologica, nel piano di adattamento climatico stima al 2050 12,5 miliardi di euro all’anno di perdite del settore agricolo. Si rischia solo di far passare tante fake news, mentre le cause dei problemi agricoli sono altre”.

“Il problema vero non è il Green deal ma la mancanza di reddito e la Politica Agricola comune che per decenni ha distribuito finanziamenti a pioggia e per ettaro, non premiando le buone pratiche ma le grandi aziende a vantaggio dei piccoli e medi agricoltori; infatti, l’80% delle risorse è andato al 20% delle aziende. Ci sono già tante realtà virtuose che stanno andando nella direzione giusta e che ci dimostrano che è possibile trovare soluzioni, l’importante è non lasciarle sole e ricordare che l’alleanza tra mondo agricolo e ambientale è la carta vincente”, aggiunge Angelo Gentili, responsabile nazionale agricoltura Legambiente.

La protesta degli agricoltori porta i trattori a Roma

In una dimostrazione di solidarietà e determinazione, gli agricoltori sono scesi a Roma con un convoglio di trattori, facendo eco alle richieste della riforma agricola che si sono levate a livello europeo. Quello che è iniziato come un movimento localizzato, si è evoluto in un’espressione internazionale di malcontento, evidenziando le sfide comuni affrontate dagli agricoltori in tutta Europa.

La decisione di portare i trattori a Roma è un simbolo dell’unità tra gli agricoltori e i loro alleati, che trascendono i confini geografici per amplificare le loro voci su un palcoscenico globale. Mentre il convoglio si faceva strada per le strade di Roma, gli agricoltori hanno ribadito le preoccupazioni per la monopolizzazione del mercato e la diminuzione dei redditi, dal degrado ambientale alle pratiche agricole non sostenibili.

Un movimento transcontinentale per il cambiamento

Al centro di queste proteste c’è una ricerca di giustizia, equità e dignità per coloro che lavorano sulla terra. I contadini, spesso emarginati e trascurati, rivendicano i loro diritti e chiedono di sedersi al tavolo delle politiche agricole che hanno un impatto diretto sulle loro vite e sulle loro comunità. In un mondo sempre più caratterizzato dall’industrializzazione e dal consolidamento delle imprese, la protesta degli agricoltori rappresenta un movimento di base contro la mercificazione dell’agricoltura e l’erosione delle pratiche agricole tradizionali. Un mondo senza agricoltura, sottolineano, non potrebbe muovere un passo in avanti, è interesse di tutti.

In Italia, gli agricoltori devono affrontare una miriade di sfide, tra cui la volatilità del mercato, gli ostacoli burocratici e l’invasione dei conglomerati agroalimentari. L’arrivo del convoglio di agricoltori a Roma amplifica la voce degli agricoltori italiani e riflette anche il crescente malcontento nei confronti delle politiche agricole dell’Unione Europea.

 

di Aurora Cusumano


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