Veggie burger, via libera dal Parlamento Europeo

Veggie burger, via libera dal Parlamento Europeo

Il Parlamento Europeo salva il veggie burger, si apprende dall’Ansa. Via libera, dunque, a prodotti come “hamburger vegano” e “salame vegetale”. Oggetto di votazione gli emendamenti che intendevano limitare l’uso delle denominazioni di carne ai soli prodotti di origine animale, ma nessuno di questi è stato approvato. Pertanto, resta la possibilità di utilizzare termini come mortadella, salsiccia o hamburger per prodotti con ingredienti integralmente vegetali.

Veggie burger, gli emendamenti al voto

Quattro, in particolare, gli emendamenti respinti, divenuti oggetto di dibattito in questi giorni. Uno di questi prevedeva, ad esempio, il divieto di chiamare “hamburger” un prodotto esclusivamente vegetale, al fine di tutelare le denominazioni. Un altro prevedeva il mantenimento dello dello status quo, con l’obbligo di indicare, però, la natura “vegetale” accanto al nome del prodotto. Il terzo prevedeva di ammettere, per i prodotti vegetali, solo l’uso di termini come “hamburger” e “salsiccia”, riservando ai prodotti a base di carne diciture quali “prosciutto”, “salame” e così via. (Ansa). Infine, un quarto emendamento prevedeva di riservare le denominazioni relative alla carne a prodotti di natura “animale”, con la possibilità della Commissione di adottare atti di deroga parziale o totale alla norma. (la Repubblica)

 

Veggie burger, via libera dal Parlamento Europeo
Veggie burger, via libera dal Parlamento Europeo

Coldiretti: serve legge nazionale per fare chiarezza

“Serve una norma nazionale per fare definitivamente chiarezza su veggie burger e altri prodotti che sfruttano impropriamente nomi come mortadella, salsiccia o hamburger, per evitare l’inganno ai danni del 93% dei consumatori che in Italia non seguono un regime alimentare vegetariano o vegano”.

È quanto chiede il presidente della Coldiretti Ettore Prandini dopo il voto al Parlamento Europeo, che non ha approvato nessuno degli emendamenti che si proponevano di vietare o di consentire l’uso delle denominazioni di alimenti a base di carne per i prodotti di origine vegetale.

“A supportare la necessità di una legge nazionale in materia, sull’esempio francese, c’è peraltro il fatto che la Corte di giustizia europea – conclude la Coldiretti – si è già pronunciata in passato sul fatto che “i prodotti puramente vegetali non possono, in linea di principio, essere commercializzati con denominazioni, come ‘latte’, ‘crema di latte’ o ‘panna’, ‘burro’, ‘formaggio’ e ‘yogurt’, che il diritto dell’Unione riserva ai prodotti di origine animale” anche se “tali denominazioni siano completate da indicazioni esplicative o descrittive che indicano l’origine vegetale del prodotto in questione”. Con la sola eccezione del tradizionale latte di mandorla italiano.

Soddisfatta la Lega Anti Vivisezione (LAV)

“Il riferimento ad una presunta confusione indotta nei consumatori, su cui ha fatto leva la campagna promossa da alcune organizzazioni del settore zootecnico, è indice dal grande timore della forte e crescente consapevolezza dei cittadini europei delle ragioni dalla scelta di alimenti 100% vegetali – ha commentato la LAV. – Si scelgono i burger o le salsicce vegan con motivazioni ben chiare, come la tutela dell’ambiente, degli animali e della propria salute, non certo perché ci si confonde tra il prodotto di origine animale e quello vegetariano o vegetale”.

“Cotolette, polpette, bistecche possono essere a base di qualsiasi ingrediente, i termini non sono di proprietà della zootecnia – conclude. – È bene che il settore si rassegni e magari si riqualifichi positivamente verso le proteine vegetali. I tempi stanno cambiando e non torneranno mai indietro, mai come prima”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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