2022 anno nero per il clima, aumentano eventi meteo estremi (fonte immagine Pixabay)

Il 2022 è stato un anno nero per il clima. In Italia sono aumentati del 55% gli eventi climatici estremi rispetto all’anno precedente. Ci sono stati 310 fenomeni climatici estremi che hanno causato 29 morti e gravi danni. Sono aumentate siccità, grandinate e alluvioni. Il bilancio dell’Osservatorio CittàClima di Legambiente racconta l’Italia in emergenza climatica e un anno nero sotto più punti di vista, per l’aumento della siccità, le ondate di calore e una serie di tragedie che si sono consumate da Nord a Sud.

I casi sono stati tanti e rilevanti. L’associazione ricorda fra gli altri, il 3 luglio 2022, il distacco di una grossa porzione dalla calotta sommitale del ghiacciaio della Marmolada, che ha fatto 11 vittime e 8 feriti. Nelle Marche l’alluvione del 15 e 16 settembre ha provocato 13 morti. Il 26 novembre a Ischia, a Casamicciola Terme, le piogge intense hanno causato una frana e un’alluvione e ci sono state 12 vittime.

 

Legambiente eventi estremi, Cittàclima 2022

 

2022 anno nero per il clima

Siccità e ondate di calore hanno avuto un impatto pesante. Nell’anno nero del clima, l’Italia e soprattutto il centro nord è stata colpita da un lungo periodo di siccità. Secondo i dati di Isac-Cnr, nei primi sette mesi dell’anno le piogge sono diminuite del 46% rispetto alla media degli ultimi trent’anni. Da gennaio a giugno si registra un calo del 44% di piogge, equivalente a circa 35 miliardi di metri cubi di acqua in meno del normale. I fiumi sono in crescente difficoltà, soprattutto Po, Trasimeno e lago di Bracciano.

Nel 2022 ci sono state temperature alte ed eccezionali già da maggio, con punte di 36,1°C a Firenze, 35,6°C a Grosseto, 34°C a Pisa e 32,8°C a Genova. Il mese di giugno ha visto un’anomalia della temperatura media di +3,3°C se si considera l’Italia nel suo insieme, con punte di 41,2°C a Guidonia Montecelio (RM), 40°C a Prato, Firenze, Viterbo e Roma. A luglio record per le città lombarde: a Brescia e Cremona si sono registrati 39,5°C, a Pavia 38,9°C e a Milano 38,5°C. Ad agosto i termometri hanno segnato tra i 40 e i 45°C a Palermo, Catania e Reggio Calabria, mentre a Bari si è arrivati a 39°C.

Gravi le conseguenze sulla salute. L’ondata di calore che ha impattato più duramente, spiega Legambiente, è stata quella della seconda metà di luglio, con un aumento di mortalità che ha raggiunto, stando ai dati di Ministero della Salute e Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, il 36% in tutte le aree del Paese, ma in particolare in alcune città del nord. Tra le città maggiormente colpite Torino che ha visto un eccesso di mortalità pari a +70%, a cui segue Campobasso (+69%), poi Bari (+60%), Bolzano (+59%), Milano e Genova (+49%), Viterbo (+48%), Firenze (+43%), Catania (+42%). Solo nel 2022 sono stati oltre 2.300 i decessi in Italia dovuti alle ondate di calore, secondo le analisi di Ministero della Salute e Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, in crescita rispetto ai 1.472 del 2021 e ai 685 del 2020.

 

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2022, gli eventi meteo estremi

Ormai alluvioni, ondate di caldo anomalo e di gelo intenso, frane, mareggiate, siccità, grandinate non risparmiano nessun paese e non risparmiano l’Italia, che nel 2022 è stata segnata dunque da caldo, siccità ed eventi meteo estremi. I dati di bilancio dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, realizzato in collaborazione con il gruppo Unipol, e sintetizzati nella mappa del rischio climatico, parlano per l’anno appena trascorso di un aumento del 55% di casi rispetto al 2021. Sono 310 fenomeni estremi che quest’anno hanno provocato impatti e danni da nord a sud e causato 29 morti.

Nello specifico, spiega Legambiente, si sono verificati 104 casi di allagamenti e alluvioni da piogge intense, 81 casi di danni da trombe d’aria e raffiche di vento, 29 da grandinate, 28 da siccità prolungata, 18 da mareggiate, 14 eventi con l’interessamento di infrastrutture, 13 esondazioni fluviali, 11 casi di frane causate da piogge intense, 8 casi di temperature estreme in città e 4 eventi con impatti sul patrimonio storico.

Molti gli eventi che riguardano due o più categorie, ad esempio casi in cui esondazioni fluviali o allagamenti da piogge intense provocano danni anche alle infrastrutture. Nel 2022 sono aumentati, rispetto allo scorso anno, i danni da siccità, che passano da 6 nel 2021 a 28 nel 2022 (+367%), quelli provocati da grandinate da 14 nel 2021 a 29 nel 2022 (+107%), i danni da trombe d’aria e raffiche di vento, che passano da 46 nel 2021 a 81 nel 2022 (+76%), e allagamenti e alluvioni, da 88 nel 2021 a 104 nel 2022 (+19%).

Emergenza climatica, cosa fare?

Per l’Italia è sempre più urgente un deciso cambio di passo nella lotta alla crisi climatica, spiega Legambiente, attraverso politiche climatiche ambizione e interventi concreti. L’associazione chiede di approvare in tempi rapidi il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici aggiornato e pubblicato nei giorni scorsi sul sito del Ministero dell’Ambiente e che ora dovrà essere oggetto di consultazione pubblica.

«La fotografia scattata dal nostro Osservatorio CittàClima – ha detto Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – ci restituisce un quadro preoccupante di un anno difficilissimo, concluso con le notizie sulle temperature primaverili di fine dicembre in Italia, sulla tempesta artica che ha colpito il Nord America, causando decine di morti, e sull’ ondata di freddo in Giappone. Nella lotta alla crisi climatica il nostro Paese è ancora in grave ritardo, rincorre le emergenze senza una strategia di prevenzione, che farebbe risparmiare il 75% delle risorse spese per riparare i danni».

«Al Governo Meloni, al posto di nuovi investimenti sul gas, chiediamo – prosegue Ciafani – cinque azioni urgenti da mettere al centro dell’agenda dei primi mesi del 2023, ad una veloce approvazione del Piano nazionale di adattamento climatico, devono seguire lo stanziamento di adeguate risorse economiche per attuarlo, non previste dalla legge di bilancio approvata; l’aggiornamento del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) agli obiettivi europei di riduzione dei gas climalteranti del REPowerEU, dimenticato dal governo Draghi; nuove semplificazioni per tutti gli impianti a fonti rinnovabili, a partire dal repowering per gli impianti eolici esistenti; la velocizzazione degli iter autorizzativi con nuove linee guida del Ministero della Cultura per le Sovrintendenze e una forte azione di sostegno e sollecitazione alle Regioni per potenziare gli uffici che autorizzano gli impianti».


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