Energia e modifiche unilaterali dei contratti: il caso continua (fonte immagine Pixabay)

L’Antitrust ha parzialmente revocato una serie di provvedimenti emessi nei confronti delle società energetiche per le modifiche unilaterali dei contratti di energia. Il caso è complesso e riguarda le presunte modifiche dei contratti di energia elettrica e gas nel mercato libero, considerate illegittime, e i provvedimenti cautelari presi dall’Antitrust nei confronti delle principali società fornitrici di energia elettrica e gas fra ottobre e dicembre.

L’Antitrust il 29 dicembre, sulla base dei principi espressi dal Consiglio di Stato, ha confermato parzialmente i provvedimenti cautelari emessi il 12 dicembre nei confronti di Enel, Eni, Edison, Acea ed Engie, sospendendo le sole modifiche unilaterali delle condizioni economiche non in scadenza, in violazione del Codice del Consumo e in contrasto con l’art. 3 del Decreto Legge 9 agosto 2022, n. 115 (cd. Aiuti bis), convertito in Legge n. 142 del 21 settembre 2022.

«Tale ultima norma, come ritenuto dal Consiglio di Stato, sospende, dal 10 agosto fino al 30 aprile 2023, l’efficacia sia delle clausole contrattuali che consentono alle società di vendita di modificare il prezzo di fornitura sia delle relative comunicazioni di preavviso, salvo che le modifiche di prezzo si siano già perfezionate prima dell’entrata in vigore del decreto stesso», ha spiegato l’Antitrust in una nota. L’Antitrust ha dunque sospeso l’efficacia di tutte le comunicazioni di modifiche unilaterali e/o rinnovo/aggiornamento/variazione delle condizioni economiche di offerta di contratti a tempo indeterminato, “prive di una chiara, effettiva e predeterminata o predeterminabile scadenza”.

Modifiche dei contratti, si rischia “una valanga di ricorsi”

A dicembre però il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza di Iren che chiedeva di sbloccare gli aumenti delle tariffe. Il Consiglio di Stato ha sospeso dunque i provvedimenti contro gli adeguamenti dei prezzi dei contratti di energia alla scadenza delle condizioni economiche. «Tale decisione consentirà ora, alle aziende di applicare gli aumenti che erano stati annunciati ai clienti nei mesi scorsi relativamente ai contratti in scadenza che, invece l’AGCM aveva sospeso», avevo commentato a stretto giro Federconsumatori.

Siamo sul mercato libero e ora si attende la pronuncia del Tar del Lazio, che ci sarà a febbraio.

«La decisione de Consiglio di Stato che, accogliendo il ricorso della società Iren, ha bocciato il provvedimento dell’Antitrust che bloccava gli aumenti dei prezzi dell’energia alla scadenza annuale dei contratti, genererà il caos sul fronte delle bollette di luce e gas», denunciava a sua volta a dicembre Assoutenti, ricordando che milioni di famiglie hanno firmato nel 2020 e 2021 contratti di forniture a prezzo bloccato che si avviano ora alla loro naturale scadenza. Queste famiglie, evidenzia l’associazione, potrebbero subire ora un abnorme aumento delle tariffe.

La situazione, commentava il presidente Assoutenti Furio Truzzi, è «pericolosissima, perché in assenza di certezze sull’interpretazione della norma contenuta nel decreto Aiuti bis che sospende le modifiche unilaterali dei contratti, le società energetiche si muoveranno in ordine sparso forti della decisione del Consiglio di Stato». Le associazioni hanno chiesto l’intervento anche di Arera. C’è insomma una situazione di incertezza (sul tavolo l’applicazione del dl Aiuti bis e la modifica dei contratti di energia, scaduti e non) con cui si rischia di aprire la strada, dice Truzzi, «ad una valanga di ricorsi sia da parte degli utenti che delle società energetiche».

Antitrust revoca parzialmente i provvedimenti

Ora l’Antitrust ha pubblicato ieri una serie di provvedimenti, nel bollettino online del 2 gennaio, con i quali ha revocato il provvedimento cautelare nei confronti di Hera Comm e di A2A Energia e ha revocato parzialmente il provvedimento cautelare nei confronti di altre società energetiche.

In particolare, l’Antitrust ha deciso di revocare parzialmente il provvedimento adottato il 12 dicembre 2022 nei confronti di Acea Energia, Eni Plenitude, Enel Energia, Edison Energia, Engie Italia, confermandoli nella sola parte in cui dispongono che la società in questione:

«sospenda provvisoriamente l’applicazione delle nuove condizioni economiche indicate nelle comunicazioni di proposta di modifica unilaterale del contratto inviate prima del 10 agosto o nelle comunicazioni di proposta di rinnovo delle condizioni economiche inviate dopo il 10 agosto, per le quali avuto riguardo a contratti a tempo indeterminato non era specificamente individuata o comunque predeterminabile una scadenza delle stesse, confermando fino all’effettiva scadenza ovvero fino al 30 aprile 2023, le condizioni di fornitura precedentemente vigenti, comunicando individualmente ai consumatori interessati dalle predette comunicazioni, e con la medesima forma, l’applicazione delle precedenti condizioni di fornitura, ovvero, nel caso in cui i termini di perfezionamento delle nuove comunicazioni non siano ancora scaduti, l’inefficacia delle modifiche proposte»;

«comunichi individualmente e con la medesima forma ai consumatori che hanno esercitato il diritto di recesso a seguito della comunicazione di proposta di modifica unilaterale inviata prima del 10 agosto o di rinnovo delle condizioni economiche inviata successivamente a tale data, avuto riguardo a contratti a tempo indeterminato per i quali non era specificamente individuata o comunque predeterminabile una scadenza delle condizioni economiche di fornitura, la possibilità di ritornare in fornitura alle precedenti condizioni economiche fino all’effettiva scadenza ovvero fino al 30 aprile 2023». Le società dovranno inoltre comunicare l’avvenuta esecuzione del provvedimento entro cinque giorni.


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