Fonti rinnovabili in Italia, il Rapporto di Legambiente

Fonti rinnovabili in Italia, il Rapporto di Legambiente

Dai Comuni alle Comunità, oggi in Italia sono tante le realtà che puntano all’autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili. Ne parla Legambiente, nel suo RapportoComunità Rinnovabili”, che illustra il quadro complessivo sulla diffusione delle fonti pulite nella Penisola nel 2019 e nell’ultimo decennio.

Sono 32 le realtà che si sono messe in moto nella condivisione e autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (suddivise in  comunità energetiche, progetti di autoconsumo collettivo e realtà di autoconsumo che coinvolgono amministrazioni, famiglie e aziende), le quali si aggiungono alle oltre 280 buone pratiche di integrazione delle rinnovabili nel territorio e ai 41 comuni 100% rinnovabili autosufficienti dal punto di vista energetico, elettrico e termico con soluzioni virtuose e integrate che hanno generato qualità, lavoro e sviluppo locale.

I diritti dei produttori-consumatori

Legambiente ricorda che, con l’approvazione della Direttiva Europea 2018/2001, che stabilisce i diritti dei prosumer (i produttori-consumatori) e delle comunità energetiche in una logica di supporto alla produzione locale da rinnovabili, diventa possibile abbattere le barriere che fino ad oggi hanno impedito di scambiare energia prodotta da fonti rinnovabili in Italia, persino nei condomini o dentro un distretto produttivo, oppure in un territorio agricolo.

 

Fonti rinnovabili in Italia, il Report di Legambiente
Fonti rinnovabili in Italia, il Report di Legambiente

Fonti rinnovabili in Italia

In Italia, ad oggi, sono 7.776 i comuni con almeno un impianto fotovoltaico, 7.223 quelli del solare termico, 1.489 quelli del mini idroelettrico (in particolare al centro nord) e 1.049 quelli dell’eolico (soprattutto al centro sud), 3.616 quelli delle bioenergie e 594 quelli della geotermia.

Rilevante il numero delle installazioni: in Italia sono 778 mila gli impianti fotovoltaici, oltre 3.539 idroelettrici, 4.805 eolici, 2.808 a bioenergie, 15.365 geotermici tra alta e bassa entalpia, a cui aggiungere 4,4 milioni di metri quadri di impianti di solari termici e oltre 66mila impianti a bioenergie termici.

A livello regionale, la Lombardia è la regione con il maggior numero di impianti a fonte rinnovabile in Italia, con 8,3 GW di potenza installata. Mentre la Puglia vanta il numero maggiore di installazioni delle “nuove” rinnovabili, ossia solare e eolico (rispettivamente pari a 2,5 e 2,6 GW).

Comunità rinnovabili, autoproduzione e autoconsumo

Inoltre in Italia vi sono 9 progetti di autoconsumo collettivo, che coinvolgono condomini e realtà di social Housing, come il progetto Qui Abito a Padova o l’edificio Nzeb realizzato dall’Energy Building Social Housing del Comune di Prato o il caso studio del Condominio Donatello di Alessandria nel progetto Energy Wave.

A queste si aggiungono le 11 realtà di imprese che già hanno scelto l’autoproduzione da fonti rinnovabili integrando innovazioni importanti, come la Solis Green Log in Provincia di Chieti, l’Azienda agricola Val Paradiso ad Aosta, La Green Station di Potenza o la Cantina Le Cimete a Montefalco. Tutte realtà in cui già oggi le tecnologie pulite producono tutta o buona parte dell’energia elettrica e/o termica di cui hanno bisogno.

Sull’energia pulita l’Italia è in ritardo

“In Italia, però, la crescita dell‘energia pulita continua ad essere troppo lenta, – afferma Legambiente – con una media di installazioni all’anno dal 2015 ad oggi di appena 459 MW di solare e 390 di eolico, e a ritmi inadeguati rispetto a quanto la Penisola potrebbe e dovrebbe fare per rispettare gli impegni nella lotta ai cambiamenti climatici. Continuando così, gli obiettivi fissati al 2030 dal Pniec verrebbero raggiunti con 20 anni di ritardo”

Per questo motivo, l’associazione ambientalista ritiene che i prossimi dieci anni saranno cruciali per moltiplicare questi numeri e raggiungere almeno 80-100 TWh di produzione rinnovabile al 2030, mentre in parallelo si dovranno ridurre i consumi attraverso l’efficienza, per arrivare a costruire un sistema che possa progressivamente fare a meno delle fonti fossili.

“L’Italia fino al 2012 – dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – è stata uno dei Paesi di punta nel mondo come installazioni, ma purtroppo negli ultimi anni si sono fermati gli investimenti. Da parte del Governo non sembra esserci alcuna consapevolezza sulla situazione e i ritardi che si continuano ad accumulare rispetto anche allo stesso Pniec approvato dal Governo. Abbiamo presentato 10 proposte per la discussione che si è aperta per il rilancio del Paese, per rilanciare gli investimenti in rinnovabili ed efficienza e proporre un cambiamento che si apra a tutti i settori produttivi”

Le proposte di Legambiente

L’associazione ambientalista, nel corso degli Stati generali dell’economia, lancia oggi dieci proposte-priorità per il recovery plan che il Governo dovrà presentare per uscire dalla crisi che stiamo attraversando, chiedendo in sintesi:

semplificazione delle procedure di autorizzazione per gli impianti da fonti rinnovabili di piccola taglia e l’introduzione di nuove linee guida per accelerare i progetti di grandi dimensioni in tutte le Regioni;

– il recepimento della direttiva europea sulle comunità energetiche e lo sblocco dei progetti fino a 200 kW con l’introduzione di un fondo per l’accesso al credito a tassi agevolati;

– la promozione di progetti di agrivoltaico, attraverso regole per l’integrazione del fotovoltaico in agricoltura e incentivi per gli agricoltori nell’ambito della PAC; l’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili e la revisione della tassazione energetica sulla base delle emissioni.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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