Giornata della Terra, Legambiente lancia la campagna #liberidaiveleni

Giornata della Terra, Legambiente lancia la campagna #liberidaiveleni

In Italia ci sono vertenze ambientali croniche, tuttora irrisolte, su cui è urgente intervenire. È quanto afferma Legambiente che, nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale della Terra e alla vigilia del Consiglio dei ministri che approverà il PNRR, lancia la sua nuova campagna itinerante – #liberidaiveleni – per il risanamento ambientale e il diritto alla salute nei territori dell’Italia inquinata.

Obiettivo dell’iniziativa è quello di ricordare al Governo l’importanza di dare risorse adeguate, che ora non ci sono, per le opere di risanamento ambientale.

Giornata della terra, la campagna #liberidaiveleni

La campagna si snoderà lungo la Penisola – spiega l’associazione ambientalista – per richiamare l’attenzione sulle diverse ferite ambientali irrisolte, su cui i cittadini aspettano da anni risposte efficaci, interventi concreti ed ecogiustizia.

Tra queste, le bonifiche mancate nella Terra dei Fuochi in Campania, nella Valle del Sacco nel Lazio, delle falde acquifere inquinate da Pfas in Veneto e Piemonte, dei Siti di interesse nazionale e dell’amianto dagli edifici. E, ancora, le ampie porzioni di territorio ammorbate dallo smog, a partire dalla Pianura Padana.

Poi ci sono i numeri che ruotano intorno ad esse, come i 6milioni di cittadini che vivono nei territori da bonificare, le 300 mila persone nelle province di Vicenza, Padova e Verona, in Veneto, con acque contaminate negli anni dai Pfas, le 6000 morti premature all’anno per amianto o le oltre 50mila morti premature nella Penisola, dovute ogni anno all’esposizione eccessiva ad inquinanti atmosferici come le polveri sottili (in particolare il Pm2,5), gli ossidi di azoto (in particolare l’NO2) e l’ozono troposferico (O3).

“C’è un popolo inquinato che non ha avuto finora cittadinanza nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – e questo non è ammissibile: è ora di dire basta a questi ritardi e di avviare i primi ‘Patti territoriali per la transizione ecologica’, partendo da quelle ferite ancora aperte nel Paese che continuano a causare danni all’ambiente, alla salute dei cittadini e all’economia sana della Penisola”.

 

#liberidaiveleni, la campagna di Legambiente
#liberidaiveleni, la campagna di Legambiente

Le procedure d’infrazione sull’inquinamento atmosferico

Legambiente ricorda le sanzioni europee a carico dell’Italia, come le procedure d’infrazione sull’inquinamento atmosferico: la prima sfociata in condanna nel 2020 (2014/2147) per aver sistematicamente sforato i limiti per le polveri sottili; la seconda (2015/2043) con il deferimento dell’Italia alla Corte di Giustizia europea per i valori elevati di NO2; la terza del 2020 (2020/2299) relativa ai superamenti di Pm2,5. Poi ci sono le condanne sull’emergenza rifiuti in Campania e sulle discariche abusive e non bonificate in diverse Regioni italiane.

Sul fronte della depurazione, sono quattro ad oggi, le procedure di infrazione a carico dell’Italia, due delle quali già sfociate in condanna, relative alla non conformità del servizio depurativo alla direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue.

C’è poi la grande questione dell’amianto, una minaccia per la salute dei cittadini e l’ambiente che In Italia continua ad essere ancora molto diffusa, nonostante con la Legge 257/92 sia stata messa al bando.

Legambiente ricorda che grazie ai nuovi incentivi per la sostituzione delle coperture in cemento-amianto con pannelli fotovoltaici sono ripartite le bonifiche dei tetti, mentre rimane ferma la questione della bonifica dei manufatti (serbatoi, canne fumarie, pannelli isolanti, etc.) ancora presenti degli edifici costruiti fino agli anni ’80. Per l’associazione sarebbe, quindi, utile un’estensione del Superbonus del 110% anche agli interventi di bonifica degli edifici da questi pericolosi manufatti.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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