In Europa caldo estremo e siccità: il rapporto sullo stato europeo del clima nel 2022

In Europa caldo estremo e siccità: il rapporto sullo stato europeo del clima nel 2022 (Foto di Tamás Kovács da Pixabay)

La scorsa estate è stata la più calda mai registrata in Europa, con 1,4°C sopra la media. È quanto emerso dall’edizione 2022 del rapporto sullo stato europeo del clima (ESOTC) del Copernicus Climate Change Service, che mostra un quadro drammatico, con l’aumento delle temperature e l’intensificarsi degli eventi estremi.

Secondo il rapporto – si legge in una nota – a livello globale, gli ultimi otto anni sono stati i più caldi mai registrati, mentre negli ultimi decenni l’Europa si è riscaldata più velocemente di qualsiasi altro continente. Insieme alle alte temperature la scorsa estate l’Europa ha vissuto diversi eventi estremi, tra cui intense ondate di caldo, condizioni di siccità e vasti incendi. Inoltre, il caldo estremo durante la tarda primavera e l’estate ha provocato condizioni pericolose per la salute umana.

In generale – spiega il Rapporto – l’Europa sta assistendo a una tendenza all’aumento del numero di giorni estivi con “stress da caldo forte” o “molto forte”, e nell’Europa meridionale lo stesso si osserva per lo “stress da caldo estremo”. C’è anche una tendenza alla diminuzione del numero di giorni senza “stress da calore”.

“Il rapporto evidenzia cambiamenti allarmanti del nostro clima, tra cui l’estate più calda mai registrata in Europa, segnata da ondate di caldo marino senza precedenti nel Mar Mediterraneo e temperature da record in Groenlandia. Comprendere le dinamiche climatiche in Europa è fondamentale per i nostri sforzi di adattamento e mitigazione degli impatti negativi che i cambiamenti climatici hanno sul continente”, ha affermato Carlo Buontempo, direttore del del Copernicus Climate Change Service.

 

Anomalie medie della temperatura dell'aria superficiale per ciascun mese del 2022, relative alla rispettiva media mensile per il periodo di riferimento 1991-2020
Anomalie medie della temperatura dell’aria superficiale per ciascun mese del 2022, relative alla rispettiva media mensile per il periodo di riferimento 1991-2020 (Fonte dati: ERA5. Credito: C3S/ECMWF)

 

Stato europeo del clima, forte siccità e incendi

Secondo quanto spiegato dal Rapporto, nel 2022 l’Europa è stata colpita da una siccità diffusa. Gran parte dell’Europa, infatti, ha registrato meno giorni di neve rispetto alla media, durante l’inverno 2021-22 e, in primavera, le precipitazioni sono state inferiori alla media in gran parte del continente. In particolare, maggio ha registrato le precipitazioni più basse mai rilevate per il mese.

Inoltre, la mancanza di neve invernale e le elevate temperature estive hanno determinato una perdita di ghiaccio record per i ghiacciai alpini, pari a più di 5 km3 di ghiaccio. Le precipitazioni sotto la media, nel corso di tutta l’estate, insieme alle eccezionali ondate di caldo, hanno provocato anche una diffusa e prolungata siccità, con conseguenze negative per diversi settori, quali l’agricoltura, i trasporti fluviali e l’energia.

L’anomalia annuale dell’umidità del suolo è stata la seconda più bassa degli ultimi 50 anni. Solo aree isolate hanno registrato condizioni di umidità del suolo superiori alla media. Inoltre, il flusso fluviale per l’Europa è stato il secondo più basso mai registrato, segnando il sesto anno consecutivo con flussi inferiori alla media. Il 2022 è stato, quindi, l’anno più secco mai registrato, con il 63% dei fiumi europei che ha visto portate inferiori alla media.


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